Nel cuore della notte, almeno otto aerei da trasporto C-17 Globemaster III dell’aeronautica statunitense hanno sorvolato l’Europa diretti verso il Medio Oriente. Il loro carico è altamente simbolico e strategico: missili intercettori THAAD e Arrow-3 destinati a Israele, nel tentativo di rafforzare la sua difesa contro la crescente minaccia iraniana. Mentre si intensificano gli scontri a distanza tra Tel Aviv e Teheran, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rilanciato una retorica storica potente: “2.500 anni fa, Ciro liberò il popolo ebraico; oggi, il popolo ebraico aiuta il popolo persiano nella sua ricerca della libertà”. Circa 2.500 anni fa, nel 539 a.C., Ciro Il Grande [Re di Persia] conquistò Babilonia e permise agli ebrei, esiliati dopo la distruzione del Primo Tempio, di tornare a Gerusalemme e ricostruire il loro Tempio, un evento narrato nella Bibbia ebraica (libro di Esdra). Questo gesto fece di Ciro una figura venerata nella tradizione ebraica come liberatore.
Secondo Bloomberg, gli Stati del Golfo seguono con estrema attenzione gli sviluppi. Temono che un vuoto di potere in Iran possa scatenare una spirale di caos in tutta la regione. Anche gli alleati occidentali monitorano con cautela: il Regno Unito e gli Stati Uniti si confronteranno in serata alla Casa Bianca, dopo un briefing alla Situation Room previsto per le 17:30 (ora italiana).
La testata con bombe a grappolo
Nel frattempo, sul campo, la tensione è alle stelle. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato l’impiego da parte iraniana di una testata contenente decine di bombe a grappolo da 2,5 kg, un tipo di armamento vietato nelle aree civili dal diritto internazionale. Le autorità israeliane hanno esortato la popolazione a non avvicinarsi ai residui esplosivi e a contattare la polizia.
Il leader dell’opposizione israeliana ed ex ministro della Difesa, Benny Gantz, ha dichiarato che Israele si trova “vicino alle fasi decisive dell’eliminazione del progetto nucleare iraniano”, mentre Netanyahu ha promesso: “al termine di questa operazione, non ci sarà più alcuna minaccia nucleare o missilistica balistica contro Israele”.
Il Comando della Home Front dell’IDF conferma che l’Iran ha lanciato oggi almeno un missile balistico con una testata a grappolo verso il centro di Israele. La testa del missile si è divisa durante la discesa, a circa 7 chilometri di altitudine, disperdendo circa 20 piccole munizioni con circa 2,5 chilogrammi di esplosivo, in un raggio di circa 8 km. Una delle piccole munizioni ha colpito una casa nella cittadina centrale di Azor, causando alcuni danni, equivalenti a quelli di un piccolo razzo.
Un ufficiale militare israeliano afferma che la minaccia potrebbe essere molto più ampia rispetto ad altre teste di guerra di missili balistici iraniani, ma l’esplosione delle bombe a grappolo è di gran lunga più piccola. Non ci sono cambiamenti nelle linee guida del Comando della Home Front per i civili riguardo agli attacchi con bombe a grappolo. L’Iran ha lanciato circa 20 missili balistici verso Israele questa mattina, con quattro impatti diretti.
Nel frattempo, il presidente Donald Trump mantiene un tono ambiguo. Dopo che The Wall Street Journal ha suggerito che l’amministrazione abbia già approvato piani di attacco contro l’Iran, Trump ha smentito: “il Wall Street Journal non ha idea di cosa pensi dell’Iran!”. Tuttavia, emergono dettagli allarmanti: secondo The Guardian, il Pentagono avrebbe valutato l’incapacità delle bombe bunker buster convenzionali di distruggere completamente l’impianto nucleare iraniano di Fordow, protetto in profondità sotto terra. Un’opzione estrema – l’impiego di una bomba nucleare tattica – non sarebbe tuttavia attualmente in discussione.
Mentre i cieli del Medio Oriente si affollano di aerei cargo militari e le cancellerie occidentali preparano riunioni urgenti, il mondo osserva con apprensione l’evolversi di una crisi che potrebbe cambiare per sempre gli equilibri nella regione.


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