L’uragano Erick sta minacciando la costa sud-occidentale del Messico con una traiettoria che potrebbe causare gravi danni tra le prossime ore. Formatosi nel Pacifico orientale nella giornata di mercoledì 18 giugno 2025, il ciclone si è rapidamente intensificato, fino a raggiungere la categoria 4 sulla scala Saffir-Simpson, secondo gli ultimi bollettini del National Hurricane Center (NHC).
Il centro del sistema si trovava mercoledì sera a circa 90 chilometri a sud-sudovest di Puerto Angel e a poco più di 260 chilometri da Punta Maldonado, muovendosi in direzione nord-ovest alla velocità di circa 15 km/h. La traiettoria prevista indica un probabile impatto diretto sulla costa tra le prime ore di giovedì 19 giugno, con i settori di Oaxaca e Guerrero come principali zone interessate dal landfall.

Allerta rossa tra Puerto Angel e Acapulco: attesi venti distruttivi e piogge torrenziali
Il governo messicano, in coordinamento con il NHC, ha emesso un’allerta uragano estesa da Puerto Angel ad Acapulco, con segnalazioni di rischio anche per le aree limitrofe sotto forma di allerta per tempesta tropicale. Le autorità locali hanno invitato la popolazione a evacuare le zone a rischio e hanno attivato oltre 500 rifugi temporanei nelle regioni interessate.
Secondo le stime più recenti, Erick potrebbe toccare terra ancora come uragano maggiore, mantenendo venti oltre i 200 km/h. Il rischio principale è rappresentato dai venti distruttivi attorno al cuore del ciclone, che potrebbero provocare danni estesi a infrastrutture, reti elettriche, edifici e coltivazioni.
Ma non solo. Le piogge torrenziali attese, comprese tra 200 e 500 mm in poche ore, pongono un concreto pericolo di inondazioni improvvise e frane, in particolare nelle aree montuose interne di Oaxaca e Guerrero. Il terreno già saturo in alcune zone potrebbe non reggere il volume d’acqua previsto, aumentando il rischio di dissesto idrogeologico.
Mareggiate e inondazioni costiere: il pericolo arriva anche dal mare
Oltre alle precipitazioni e al vento, preoccupano le mareggiate previste lungo le coste esposte al quadrante sud del ciclone. Onde di grande potenza e altezza potrebbero impattare violentemente sulle aree costiere, causando inondazioni marine e pericolose intrusioni d’acqua nelle zone abitate. Il rischio è aggravato dalla coincidenza con l’alta marea.
Le autorità portuali e della protezione civile hanno sospeso le attività marittime nella zona di impatto potenziale e chiesto ai residenti di abbandonare le zone a ridosso delle spiagge.
Scenari post-landfall: piogge residue anche oltre il Messico
Una volta toccata terra, Erick è destinato a indebolirsi rapidamente a causa dell’attraversamento del territorio montuoso interno del Messico. Tuttavia, il sistema potrebbe continuare a generare piogge abbondanti anche nei giorni successivi, trasportando umidità tropicale verso nord. Alcuni modelli suggeriscono che i residui del ciclone potrebbero alimentare precipitazioni fino al sud del Texas, anche se con impatti meno severi.
Intanto, squadre di soccorso, militari e volontari sono in stato di massima allerta. Le autorità invitano i cittadini a seguire le comunicazioni ufficiali, evitare spostamenti nelle zone a rischio e prepararsi all’impatto di un evento potenzialmente catastrofico.
Un evento raro ma temuto: perché Erick desta tanta preoccupazione
Nonostante il Pacifico orientale sia una delle regioni più attive per la formazione di uragani, non sono molti i casi in cui un sistema così potente colpisce direttamente la terraferma. L’elevata temperatura superficiale dell’oceano e le condizioni atmosferiche favorevoli hanno contribuito all’intensificazione rapida di Erick, rendendolo un caso di studio per i meteorologi e un’emergenza reale per chi vive lungo le coste.



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