Negli ultimi giorni, titoli sensazionalistici hanno invaso i media parlando di una nuova “ondata di caldo africano” pronta a investire l’Italia. Tuttavia, un’analisi accurata delle mappe sinottiche e dei modelli previsionali mostra una realtà ben diversa. A guidare la fase calda in arrivo non è l’ormai abusato anticiclone africano, ma piuttosto una poderosa espansione dell’anticiclone delle Azzorre, che sta per allungarsi verso l’Europa centrale e il bacino del Mediterraneo.
L’anticiclone delle Azzorre torna protagonista
La carta sinottica prevista per il 27 giugno dal servizio meteorologico tedesco (DWD) è chiara: l’area di alta pressione che dominerà il tempo sull’Europa non è africana ma atlantica. L’anticiclone delle Azzorre, figura barica nota per portare stabilità e bel tempo estivo senza eccessi, si estenderà in maniera ampia da ovest verso est. Naturalmente, in quota questa struttura sarà supportata da un promontorio subtropicale, ma ciò non implica necessariamente condizioni estreme come spesso si vuole far credere.

L’arrivo del caldo sarà dunque fisiologico per il periodo, ma in un contesto meteo più equilibrato, senza i picchi roventi che spesso accompagnano le vere ondate africane. A confermare questa interpretazione arrivano i dati dai modelli ad ensemble, noti come grafici “Spaghetti”, che analizzano scenari termici e pressori a 850 hPa su alcune città campione.

Analisi dei valori attesi: Milano, Roma, Palermo
Sulla città di Milano, le temperature previste a 850 hPa non superano i 19-20°C. Questo significa che al suolo difficilmente si andrà oltre i 32-34°C, e il tutto in un contesto di parziale instabilità pomeridiana che potrà favorire lo sviluppo di temporali, specialmente sulle aree pedemontane.

Situazione differente invece per Roma, dove le simulazioni mostrano temperature in quota fino a 22°C. Ciò potrebbe tradursi in 35-37°C al suolo, soprattutto in assenza di ventilazione. Ma attenzione: il motivo non è legato a un presunto “caldo africano”. Roma, così come Firenze e Perugia, è geograficamente collocata in un’area interna, lontana dal mare e soggetta all’accumulo di calore per effetto del ristagno d’aria in valli e conche. In questi casi, anche con valori termici normali in quota, le temperature possono raggiungere picchi elevati al suolo.
Passando a Palermo, si osserva una tendenza più stabile. Le temperature a 850 hPa rimarranno attorno ai 20-21°C, con un picco temporaneo atteso il 27 giugno fino a 23°C. In quel frangente, si potranno toccare i 36-37°C al suolo, ma sarà un’eccezione destinata a rientrare rapidamente nei giorni successivi, con un netto calo delle temperature e valori addirittura sotto la media.

Niente allarmismi: la meteorologia richiede rigore
In definitiva, parlare genericamente di “anticiclone africano” ogni volta che arriva il caldo rischia di semplificare eccessivamente un quadro meteorologico complesso. Le mappe mostrano con chiarezza che siamo sotto l’influenza dell’anticiclone delle Azzorre, rafforzato in quota da una componente subtropicale. Questo assetto barico è perfettamente normale per fine giugno, e sebbene porti temperature elevate, non configura al momento scenari eccezionali o da allarme rosso.
L’obiettivo di una corretta informazione meteorologica non è quello di spaventare, ma di interpretare i segnali dell’atmosfera con precisione e responsabilità. In tal senso, strumenti come le mappe sinottiche, i modelli a ensemble e i profili termici in quota sono fondamentali per capire davvero cosa ci aspetta nei prossimi giorni, senza cedere alla tentazione del sensazionalismo.
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