Un nuovo segnale climatico sta emergendo nel cuore dell’Atlantico equatoriale a giugno 2025: si tratta di una configurazione che richiama la cosiddetta Atlantic Niña, una fase fredda dell’oceano che può influenzare in modo rilevante l’attività degli uragani. Le temperature superficiali del mare risultano anormalmente fredde lungo la costa occidentale africana, mentre è in aumento il fenomeno del sollevamento di acque profonde, tipico delle fasi più attive di questo pattern.
Cos’è l’Atlantic Niña e perché è importante?
La Atlantic Niña rappresenta la fase opposta della ben nota Atlantic Niño, ed è associata a:
- Temperature marine più fredde della norma nell’Atlantico orientale equatoriale.
- Indebolimento dell’ITCZ (fascia di convergenza intertropicale), ossia la zona nevralgica per lo sviluppo dei cicloni tropicali nei tropici profondi.
- Maggiore instabilità atmosferica in Africa occidentale e meno onde tropicali in grado di trasformarsi in uragani.

Quando si sviluppa questo schema, la probabilità che si formino uragani di tipo Capo Verde – tra i più distruttivi per Caraibi e Stati Uniti – tende a ridursi.
Un 2025 ricco di contrasti atmosferici
Nonostante la presenza del pattern simile all’Atlantic Niña, il quadro generale per la stagione degli uragani 2025 resta tutt’altro che tranquillo. Altri fattori, infatti, spingono in direzione opposta:
- Lo sviluppo di una probabile La Niña nel Pacifico entro l’estate, che tende a ridurre il wind shear (cioè il taglio verticale del vento) e a favorire lo sviluppo di uragani nell’Atlantico.
- Temperature record nell’Atlantico settentrionale, che forniscono un’enorme quantità di energia termica potenziale per la formazione e l’intensificazione dei cicloni.
- Previsioni NOAA e dei principali centri di ricerca indicano una stagione comunque molto attiva, nonostante l’influenza fredda dell’Atlantico orientale.
“Gli effetti molto più forti della La Niña possono prevalere su qualsiasi impatto associato all’Atlantic Niña” — The Conversation, settembre 2024
Un delicato equilibrio tra forze opposte
Il 2025 potrebbe vedere uno scontro tra due forze climatiche opposte: da un lato, la firma dell’Atlantic Niña che tende a sopprimere l’attività ciclonica, dall’altro, l’energia oceanica eccezionale e l’arrivo di La Niña nel Pacifico che potrebbe potenziare gli effetti atmosferici.
Punti chiave da monitorare:
- La fascia equatoriale atlantica continua a raffreddarsi: effetto frenante?
- La zona tropicale del Nord Atlantico è rovente: carburante per uragani più intensi?
- Il wind shear è in calo: possibile impennata dell’attività ciclonica tra agosto e settembre?
In conclusione, la stagione degli uragani 2025 si preannuncia complessa e ad alta variabilità. Mentre l’Atlantic Niña potrebbe ridurre i rischi nei tropici profondi, l’effetto combinato di La Niña nel Pacifico e delle SST record potrebbe innescare comunque una stagione estremamente attiva nel bacino atlantico. Il meteo tropicale dei prossimi mesi va monitorato con grande attenzione.


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