Meteo, caldo africano sull’Italia: ecco perché nei prossimi giorni sarà ancora peggio

Come l’anticiclone africano amplifica il caldo in quota: dal deserto al Mediterraneo, ecco perché aumenta anche l’afa

Il meteo dei prossimi giorni sarà dominato da un’intensa e persistente ondata di caldo, destinata a farsi sentire su gran parte dell’Italia con temperature ben oltre le medie stagionali. Ma dietro questo scenario non c’è nulla di casuale: tutto risponde a precise leggi della fisica atmosferica, che spiegano perché il caldo stia diventando sempre più intenso e pervasivo.

Una massa d’aria desertica alle porte dell’Italia

Il cuore dell’ondata di calore è una vasta massa d’aria subtropicale continentale in risalita dal Nord Africa, in particolare dai deserti dell’Algeria. Questa massa d’aria nasce in una delle aree più calde e secche del pianeta, dove l’irraggiamento solare è massimo e l’umidità atmosferica è pressoché assente. In origine, infatti, si tratta di aria molto secca e torrida, capace di raggiungere già in quota valori termici estremi.

L’espansione dell’anticiclone africano e il ruolo del Mediterraneo

Nel suo tragitto verso nord, l’aria calda attraversa il Mediterraneo, incontrando la superficie marina più mite e umida. Questo passaggio favorisce l’evaporazione e l’arricchimento della massa d’aria con vapore acqueo, trasformando il caldo secco in un caldo umido e opprimente. Una volta giunta sulle regioni italiane, questa umidità innesca la tipica senzazione di afa, particolarmente marcata nelle pianure e nelle zone costiere.

Perché il caldo peggiora: il fenomeno della subsidenza

Ma non è tutto. Uno dei processi più determinanti nell’accentuare il caldo al suolo è la cosiddetta subsidenza atmosferica. Quando l’aria scende di quota – ad esempio da 3000 a 1000 metri – viene sottoposta a una crescente pressione atmosferica e tende a comprimersi. In termini fisici, questo comporta un riscaldamento adiabatico: l’aria si scalda ulteriormente durante la discesa, senza scambi di calore con l’ambiente esterno. È così che una massa d’aria già calda all’origine si trasforma in un vero e proprio getto infuocato in arrivo verso il suolo.

Subsidenza
Il fenomeno della subsidenza – fonte: Meteosvizzera.admin.ch

Questo meccanismo è tipico delle zone dominati da anticicloni, dove i moti discendenti dell’aria inibiscono la formazione di nubi, favoriscono cieli sereni e temperature elevate, spesso da record.

Radiazione solare estiva: il fattore che amplifica tutto

Il mese di giugno rappresenta, per latitudine e durata del giorno, uno dei periodi più irradiati dell’anno. Il Sole resta alto sull’orizzonte per molte ore, con un irraggiamento diretto particolarmente potente. Questo comporta un ulteriore riscaldamento del suolo e degli strati atmosferici più bassi, che agiscono da amplificatore per l’effetto della massa d’aria calda già presente in quota.

Dall’Africa all’Italia: il mix perfetto per un’ondata di caldo estremo

Il risultato finale di questa catena di eventi è sotto gli occhi di tutti: un’ondata di caldo intensa, duratura e diffusa. Le temperature si mantengono abbondantemente sopra la media, in molti casi con punte che superano i 36-38°C, mentre l’umidità contribuisce a rendere il caldo ancora più insopportabile. Nelle città e nelle zone interne, la sopportabilità climatica crolla, specie durante le ore notturne, quando le temperature minime faticano a scendere sotto i 24-26°C. Sono le cosiddette notti tropicali, sempre più frequenti anche al Centro-Nord.

Questa fase meteorologica non è destinata a esaurirsi a breve. Le proiezioni indicano una persistenza dell’anticiclone africano per diversi giorni, con solo lievi attenuazioni termiche locali. Sarà fondamentale seguire gli aggiornamenti dei bollettini ufficiali e adottare comportamenti responsabili per affrontare al meglio questa fase meteo estrema.