Meteo, ‘Dust Devil’ a Torino: vortice convettivo da forte riscaldamento del suolo

In condizioni di caldo intenso e cielo sereno, può formarsi un particolare tipo di vortice atmosferico noto come dust devil o “diavolo di polvere”

Nei giorni in cui il caldo diventa estremo e le temperature raggiungono punte oltre i 35°C in pianura, può accadere di assistere a fenomeni meteorologici tanto spettacolari quanto inaspettati. È ciò che è successo recentemente a Torino, dove l’improvvisa comparsa di un piccolo vortice visibile a occhio nudo ha lasciato molti passanti sorpresi. Il fenomeno in questione è noto come dust devil, o “diavolo di polvere”, e non ha nulla a che vedere con i tornado, sebbene possa somigliarvi per forma e movimento.

Un fenomeno “da sereno”: quando l’aria calda inizia a ruotare

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i dust devil non nascono in presenza di nubi minacciose o temporali. Si formano invece nelle giornate più limpide, calde e stabili, quando il sole batte forte su superfici asciutte e polverose. Ed è proprio questa la prima condizione chiave: il riscaldamento intenso del suolo.

Quando il terreno si scalda sotto un cielo terso, trasmette calore all’aria a contatto con esso. Questa aria calda e leggera tende a salire, dando il via a una corrente convettiva. Se nelle vicinanze sono presenti leggere correnti d’aria orizzontali, si può innescare una rotazione: l’aria, convergendo verso il punto in cui la colonna calda si sta sollevando, inizia a girare attorno al proprio asse. Il risultato è un piccolo vortice visibile perché solleva polvere, sabbia e detriti leggeri.

Dust Devil torino
Dust Devil a Torino – fonte: Torino Cronaca

Come nasce un diavolo di polvere: il meccanismo fisico

  • Il terreno deve essere asciutto e privo di vegetazione, così da riscaldarsi rapidamente e fornire una base ideale per la convezione.
  • Il cielo deve essere sereno o poco nuvoloso: non servono nubi temporalescheperturbazioni.
  • L’aria al suolo dev’essere molto più calda rispetto a quella in quota, creando una forte instabilità termica verticale.
  • Devono esserci venti deboli o assenti: venti forti distruggerebbero subito la colonna in rotazione.

Una volta partito, il vortice può raggiungere altezze anche superiori a 100-300 metri, ma difficilmente supera i 500 metri. La sua durata è limitata: basta che il suolo si raffreddi, che l’umidità aumenti o che il vortice attraversi una superficie meno calda per vederlo dissolversi in pochi secondi.

Dove si formano e quando sono più frequenti

I dust devil sono comuni nei deserti e nelle zone aride degli Stati Uniti, dell’Africa e dell’Australia, ma possono manifestarsi anche in Italia, specialmente durante le ondate di calore estivo. Sono stati osservati con una certa frequenza in aree come la Pianura Padana, ma anche su spiagge, campi agricoli, aree industriali e persino piste aeroportuali, quando le condizioni di calore e secchezza sono particolarmente accentuate.

Negli ultimi anni, con l’aumento delle temperature estive e delle giornate di caldo estremo, questi fenomeni sembrano manifestarsi più spesso anche alle nostre latitudini. Sebbene siano innocui nella maggior parte dei casi, possono spaventare o creare piccoli danni se incontrano oggetti leggeri sul loro cammino.

Dust devil e tornado: perché non sono la stessa cosa

Nonostante l’aspetto simile, dust devil e tornado sono fenomeni meteorologici profondamente diversi. I tornado nascono all’interno di supercelle temporalesche, in ambienti atmosferici altamente instabili e turbolenti, con un meccanismo che coinvolge cambiamenti di vento in quota e forza di Coriolis. Il dust devil, invece, è un fenomeno locale, diurno e a bassa intensità, legato esclusivamente al riscaldamento del suolo e alla convezione spontanea.

In sintesi, potremmo definire il dust devil come un piccolo vortice termico “diurno”, che può comparire quando meno ce lo aspettiamo, nel bel mezzo di una giornata di piena estate, magari proprio mentre tutto intorno sembra perfettamente calmo.

Un segnale da non ignorare: il clima che cambia

La comparsa più frequente di questi fenomeni minori, ma sempre più visibili e documentati anche in Italia, può essere letta come un segno dei cambiamenti in atto nel nostro clima. L’aumento delle ondate di calore, il prolungarsi di periodi secchi e la crescente intensità del riscaldamento del suolo nelle ore centrali della giornata creano un ambiente favorevole alla formazione di dust devil anche in contesti dove un tempo erano rarissimi.