È una notte che non si dimentica quella tra il 1° e il 2 giugno 2025: la vasta regione siberiana e l’Asia centrale stanno vivendo un’ondata di caldo eccezionale, che sta riscrivendo la climatologia di queste aree. Le temperature minime notturne, in molte località della Siberia e del Kazakistan, sono rimaste clamorosamente elevate, fino a raggiungere valori tipici di un’estate mediterranea. E non si tratta di un episodio isolato: i dati indicano un evento storico per estensione, durata e anomalia rispetto alle medie stagionali.
Russia e Asia centrale sotto shock: notti tropicali oltre il 60° parallelo
Tra i dati più sorprendenti spiccano le temperature minime superiori ai 25°C in alcune zone siberiane, e addirittura valori notturni fino a 26°C in Kazakistan. In queste aree, dove a inizio giugno le minime dovrebbero aggirarsi intorno ai 10-13°C, si registrano scarti positivi di oltre 10 gradi, in alcuni casi al di sopra dei record storici di giugno.

Il fenomeno delle notti tropicali—cioè notti in cui la temperatura non scende sotto i 20°C—è praticamente sconosciuto in queste latitudini, specie nei pressi del Circolo Polare Artico. Eppure, questa notte è accaduto: un segnale chiarissimo del riscaldamento in atto.
Temperature massime da deserto: oltre 44°C in Kazakistan
Accanto alle notti roventi, anche il giorno non ha fatto sconti. Diverse stazioni kazake hanno registrato temperature superiori ai 40°C, con due località che hanno addirittura raggiunto i 44°C, un valore al limite di quanto osservabile in piena estate nel cuore dell’Asia centrale.
In Siberia, a Ugloskoye, è stato registrato giorni fa un picco di 36,6°C: un dato incredibile per una regione che solo pochi mesi fa affrontava -30°C e oltre di minima. Anche a Verkhoyansk—località celebre per il record mondiale di freddo (-67,6°C)—la colonnina di mercurio ha segnato una minima notturna di 25,1°C, a fronte di una media storica di appena 4°C.
Un clima che cambia troppo in fretta
Quello in corso non è un semplice episodio di caldo anomalo. Gli esperti sono chiari: si tratta di un evento coerente con il trend del cambiamento climatico, in cui le regioni artiche e subartiche stanno riscaldandosi a velocità doppia rispetto alla media globale. I cambiamenti nell’Artico e nelle aree continentali dell’Asia centrale stanno già mostrando impatti profondi e sistemici.
In Siberia, ad esempio, il permafrost si sta sciogliendo a ritmi accelerati, provocando cedimenti del terreno, danni a infrastrutture e trasformazioni permanenti degli ecosistemi locali. A tutto ciò si aggiungono incendi boschivi precoci, scomparsa del manto nevoso in anticipo e alterazioni nella fauna e nella vegetazione indigena.
Le anomalie del presente sono il clima del futuro?
Lo scenario che si sta delineando in queste ore è drammaticamente chiaro: ciò che fino a pochi anni fa era considerato “impossibile” o “eccezionale”, oggi è realtà. I record di caldo non sono più eventi isolati, ma sequenze sempre più frequenti, evidenziando una tendenza strutturale e non più episodica.
Le temperature estreme di queste ultime giornate in Russia, Siberia e Kazakistan non sono solo un dato statistico: sono un campanello d’allarme sul quale la scienza, la politica e l’opinione pubblica non possono più permettersi di restare in silenzio.


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