Meteo, sabbia sahariana oscura Gran Canaria: visibilità ridotta e aria irrespirabile a Puerto Rico

Puerto Rico de Gran Canaria: cielo giallognolo e visibilità quasi azzerata

Il 2 giugno 2025, la località turistica di Puerto Rico de Gran Canaria, nel comune di Mogán (Isole Canarie), si è risvegliata sotto una fitta coltre di pulviscolo sahariano che ha oscurato il cielo e compromesso la visibilità su gran parte della zona sud-occidentale dell’isola. Un fenomeno noto nella regione, ma che in questa occasione ha raggiunto livelli particolarmente intensi.

Un’ondata di polvere dal Sahara: cielo lattiginoso e aria irrespirabile

Spinto da venti in quota provenienti dal Nord Africa, un imponente fronte di polvere desertica sahariana ha attraversato l’oceano Atlantico raggiungendo l’arcipelago delle Canarie. Il risultato è stato un evidente calo della visibilità, con un cielo opacizzato e tendente al giallastro, tipico delle intrusioni sahariane più cariche di particolato fine.

Puerto Rico sabbia sahariana

L’evento ha comportato anche un netto peggioramento della qualità dell’aria, con concentrazioni elevate di particelle PM10 e PM2.5 — ben oltre i limiti considerati sicuri dalle autorità sanitarie internazionali. Questa condizione può rappresentare un rischio per la salute, in particolare per anziani, bambini e soggetti con patologie respiratorie preesistenti.

Quando la polvere sahariana oscura il cielo: fenomeni estremi sempre più frequenti

Gli abitanti e i turisti di Puerto Rico hanno sperimentato una giornata anomala dal punto di vista atmosferico. Non solo la visibilità era ridotta, ma la polvere ha coperto ogni superficie: terrazze, auto, vetri e persino ambienti interni, nonostante le finestre chiuse. Non è la prima volta che accade, ma l’intensità raggiunta il 2 giugno ha ricordato eventi particolarmente gravi del passato, come quello del 2020, noto per avere praticamente oscurato il cielo delle Canarie.

Nei casi peggiori, le particelle sahariane possono rendere invisibili le nuvole, eliminare il contrasto tra cielo e orizzonte e creare una vera e propria nebbia secca. Questi eventi, noti anche come “calima”, sono comuni in determinate stagioni, ma sembrano manifestarsi con sempre maggiore frequenza e intensità, complice anche l’aumento delle condizioni di instabilità climatica nell’area sub-sahariana.

Impatto ambientale e sanitario: non solo una questione estetica

Oltre all’aspetto visivo, la calima ha effetti concreti e misurabili sulla salute pubblica. Le particelle fini PM10 e PM2.5 sono in grado di penetrare nel sistema respiratorio e raggiungere i polmoni, aggravando patologie croniche o scatenando crisi asmatiche. Le autorità locali, come in altri casi simili, hanno raccomandato di limitare l’attività fisica all’aperto e di tenere chiuse porte e finestre per evitare l’ingresso del particolato all’interno delle abitazioni.

Inoltre, la deposizione della polvere provoca la formazione di un sottile strato sabbioso su ogni superficie, con effetti visibili anche dopo la fine dell’evento. Strade, marciapiedi, tetti e mezzi di trasporto si ritrovano ricoperti da un velo giallognolo che impone pulizie straordinarie e crea disagio anche nei contesti turistici.

Uun fenomeno sempre più visibile e problematico

L’episodio registrato il 2 giugno 2025 a Puerto Rico de Gran Canaria è solo l’ultimo di una lunga serie di eventi atmosferici estremi legati alla circolazione della polvere sahariana. Sebbene non si tratti di un fenomeno nuovo, la sua frequenza e intensità crescente sollevano interrogativi ambientali e sanitari sempre più rilevanti.

In un contesto globale segnato dal cambiamento climatico, l’aumento delle ondate di pulviscolo desertico rappresenta una delle tante manifestazioni del nuovo equilibrio atmosferico, con ripercussioni visibili tanto sui paesaggi quanto sulla salute delle persone.