In un evento che ha stupito la comunità scientifica, un team di astronomi che opera l’Australian Square Kilometre Array Pathfinder (ASKAP) ha rilevato un breve ma distinto impulso radio dal satellite Relay-2 della NASA il 13 giugno 2024. Questo segnale, della durata incredibilmente breve di soli 30 nanosecondi, è particolarmente enigmatico in quanto Relay-2 è considerato “morto” da decenni, avendo cessato le operazioni il 9 giugno 1967.
Il mistero del satellite NASA Relay-2
Lanciato da Cape Canaveral, Florida, nel gennaio 1964, Relay-2 era originariamente progettato come satellite per le comunicazioni e per contribuire alla mappatura delle fasce di radiazione terrestre. Tuttavia, i suoi transponder iniziarono a guastarsi nel 1966, portando a una completa interruzione delle comunicazioni l’anno successivo. Il rilevamento di un segnale da un oggetto spaziale inattivo da quasi 60 anni ha sollevato interrogativi sulle possibili cause di questa “resurrezione”.
Il caso del satellite NASA Relay-2, le ipotesi
I ricercatori hanno proposto diverse spiegazioni per l’improvvisa emissione. Nello studio appena pubblicato, si ipotizza che una scarica elettrostatica (ESD) o una scarica di plasma in seguito all’impatto di un micrometeoroide possano essere le cause più plausibili. A differenza di eventi precedenti, in cui segnali inattesi erano collegati all’attività residua delle batterie solari, per Relay-2 si propende per un evento di scarica di energia improvvisa.
Il fenomeno dei “satelliti zombie”
Sebbene rari, questi eventi non sono senza precedenti. Nel 2012, operatori radioamatori rilevarono un impulso dal Lincoln Experimental Satellite (LES-1) dell’aeronautica statunitense, inattivo dal 1967, che sembrava trasmettere a intermittenza quando le sue batterie solari erano allineate correttamente con il Sole. Eventi simili sono stati registrati nel 2002 e nel 2010. Questi satelliti che riprendono vita inaspettatamente sono spesso soprannominati “satelliti zombie”. Si stima che, oltre ai circa 2mila satelliti attivi, ci siano oltre 3mila oggetti dismessi in orbita, ognuno potenzialmente una futura fonte di misteriosi segnali.
Il monitoraggio spaziale
La scoperta del segnale di Relay-2 potrebbe aprire nuove strade per il rilevamento di altre scariche elettriche improvvise nello Spazio. I ricercatori suggeriscono che i sistemi di monitoraggio già disponibili sulla Terra potrebbero essere utilizzati per identificare e studiare questi rari fenomeni.


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