In una decisione destinata a segnare un punto di svolta nella storia della sicurezza transatlantica, i leader della NATO hanno concordato un aumento della spesa per la difesa al 5% del Prodotto Interno Lordo e hanno riaffermato il loro “ferreo impegno” alla difesa collettiva. L’annuncio è arrivato durante lo storico vertice a L’Aia, in un momento di crescente tensione con la Russia e di incertezza sulla tenuta della cooperazione atlantica. Il nuovo obiettivo di spesa, che supera di gran lunga l’attuale traguardo del 2%, rappresenta una vittoria politica per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che da anni critica i partner europei per i loro “insufficienti investimenti” nella sicurezza. Dopo settimane di ambiguità sul suo reale sostegno all’Alleanza, Trump ha definito il vertice “straordinario” e ha confermato il pieno appoggio all’Articolo 5 del trattato, che prevede l’obbligo di difesa reciproca tra gli Stati membri.
“Ci credo, ed è per questo che sono qui”, ha dichiarato Trump al termine di una sessione di lavoro di due ore e mezza con i leader alleati.
Un nuovo patto per la sicurezza europea
Il comunicato congiunto adottato al termine del summit di due giorni nei Paesi Bassi sottolinea la volontà degli alleati di “proteggere i nostri cittadini, difendere l’Alleanza e salvaguardare la libertà e la democrazia”. Secondo il segretario generale Mark Rutte, “gli alleati hanno gettato le basi per una NATO più forte, più equa e più letale”.
Il nuovo obiettivo del 5% sarà suddiviso in un 3,5% destinato alla spesa militare diretta e un ulteriore 1,5% in investimenti correlati, inclusi infrastrutture e sicurezza informatica. Secondo quanto dichiarato, l’aumento risponde alle “minacce alla sicurezza profonde e persistenti”, con un riferimento esplicito alla minaccia a lungo termine rappresentata dalla Russia e al terrorismo internazionale.
Rutte ha avvertito che, secondo le analisi dell’intelligence occidentale, il Cremlino potrebbe essere in grado di considerare un attacco all’Alleanza entro cinque anni.
Il ruolo dell’Ucraina e le divergenze interne
Il sostegno alla difesa dell’Ucraina resta centrale nell’agenda della NATO, ma nel comunicato finale è stata omessa la frase, presente lo scorso anno, che affermava che “il futuro dell’Ucraina è nella NATO”. Un segnale della crescente cautela dell’amministrazione Trump nel fornire ulteriore assistenza militare a Kyiv, nonostante l’incontro bilaterale previsto tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nei margini del vertice.
Il nuovo piano di spesa prevede che i contributi diretti alla difesa dell’Ucraina siano conteggiati nel calcolo complessivo del 5%. Gli alleati hanno inoltre concordato una revisione dell’”equilibrio e della traiettoria della spesa” nel 2029. Tuttavia, non mancano le perplessità: alcuni Paesi, tra cui la Spagna, hanno espresso dubbi sulla sostenibilità di un impegno economico così imponente, soprattutto in un contesto di alto indebitamento pubblico e di pressioni interne sulla spesa sociale.
Un messaggio diretto a Mosca
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, intervenendo a porte chiuse, ha dichiarato che questo vertice è stato un momento in cui “abbiamo deciso di mettere i soldi dove sono le parole”. E ha lanciato un messaggio diretto al presidente russo Vladimir Putin: “non cercare lo scontro con la NATO”.


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