Il nuovo “cacciatore di asteroidi” dell’ESA apre i suoi “occhi” verso il cosmo

Le immagini del cielo sopra le antiche colline di pietra di Matera sono più di un semplice test

Il più recente difensore planetario dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha aperto per la prima volta il suo “occhio” verso il cosmo. La “prima luce” del telescopio Flyeye segna l’inizio di un nuovo capitolo nel modo in cui scandagliamo i cieli alla ricerca di nuovi asteroidi e comete vicini alla Terra. Ispirato all’occhio composto di un insetto, l’ESA e OHB Italia hanno progettato Flyeye per catturare una regione di cielo più di 200 volte più grande della Luna piena in una singola esposizione, molto più ampia di un telescopio convenzionale.

Utilizzerà questo ampio campo visivo per scandagliare automaticamente il cielo ogni notte, indipendentemente dall’intervento umano, e identificare nuovi asteroidi che potrebbero rappresentare un pericolo per la Terra.

In futuro, una rete di un massimo di quattro telescopi Flyeye, distribuiti negli emisferi settentrionale e meridionale, lavorerà insieme per migliorare ulteriormente la velocità e la completezza di queste scansioni automatiche del cielo e per ridurre la dipendenza dal bel tempo in qualsiasi singolo sito“, afferma Ernesto Doelling dell’ESA, Project Manager di Flyeye.

Prima individuiamo asteroidi potenzialmente pericolosi, più tempo abbiamo per valutarli e, se necessario, preparare una risposta“, spiega Richard Moissl, Capo del Planetary Defence Office dell’ESA. “I telescopi Flyeye dell’ESA saranno un sistema di allerta precoce e le loro scoperte saranno condivise con la comunità globale della difesa planetaria“.

flyeye asteroide
Osservazioni di Flyeye sull’asteroide (139289) 2001 KR1

Il Near-Earth Object Coordination Centre (NEOCC) dell’ESA verificherà eventuali nuove rilevazioni di asteroidi effettuate dai telescopi Flyeye e sottoporrà i risultati al Minor Planet Center, il centro mondiale per i dati osservativi sugli asteroidi. Gli astronomi, inclusi gli esperti del NEOCC, effettueranno quindi osservazioni di follow-up per valutare ulteriormente il pericolo che l’oggetto potrebbe rappresentare per il nostro pianeta.

Il design ottico unico del telescopio Flyeye è ottimizzato per condurre ampie scansioni del cielo mantenendo un’elevata qualità dell’immagine su tutto l’ampio campo visivo“, afferma Roberto Aceti, Amministratore Delegato di OHB Italia. “Il telescopio è dotato di uno specchio primario di un metro, che cattura in modo efficiente la luce in arrivo. Questa luce viene quindi divisa in 16 canali separati, ciascuno dotato di una telecamera in grado di rilevare oggetti molto deboli. Ciò consente osservazioni simultanee ad alta sensibilità su un’ampia regione del cielo”.

Durante le operazioni, il programma di osservazione di Flyeye sarà ottimizzato per considerare fattori come la luminosità della Luna e il lavoro di altri telescopi di sorveglianza come i telescopi ATLAS finanziati dalla NASA, la Zwicky Transient Facility e il futuro Vera Rubin Telescope.

Le immagini del cielo sopra le antiche colline di pietra di Matera sono più di un semplice test: sono la prova che Flyeye è pronto per iniziare la sua missione. Il telescopio lascerà presto il Centro di Geodesia Spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e sarà trasportato a Monte Mufara, in Sicilia, dove si unirà allo sforzo globale per sorvegliare i cieli della Terra.