Il 14 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del donatore di sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di donare sangue e per ringraziare chi compie questo atto di altruismo. La data non è casuale: coincide con il giorno di nascita di Karl Landsteiner, lo scienziato austriaco che ha scoperto i gruppi sanguigni.
Il sangue donato è una risorsa fondamentale per salvare milioni di vite ogni anno. È indispensabile nei casi di emergenza, negli interventi chirurgici complessi, nei trattamenti oncologici e nelle malattie croniche come la talassemia. Tuttavia, la richiesta supera spesso l’offerta. In Italia, secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, ogni giorno servono circa 1.800 sacche per garantire la continuità delle cure.
Chi può donare e perché è importante farlo con regolarità
Donare sangue è un gesto semplice, sicuro e non invasivo. Può farlo ogni cittadino tra i 18 e i 65 anni in buona salute, con un peso superiore ai 50 kg. La procedura dura circa 10 minuti, ma il suo impatto è enorme: una singola donazione può salvare fino a 3 persone.
La regolarità è cruciale. Il sangue ha una scadenza e non può essere conservato a lungo: i globuli rossi durano 42 giorni, le piastrine solo 5. Per questo è essenziale mantenere una rete costante di donatori attivi.
In occasione della giornata odierna, molti centri trasfusionali organizzano eventi, open day e iniziative per promuovere la cultura della donazione. Partecipare è il primo passo per fare la differenza.


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