Partiti dagli USA i bombardieri strategici per colpire l’Iran: attacco sempre più vicino

Gli ultimi aggiornamenti dalla guerra in Medio Oriente e le manovre militari americane per preparare l'attacco finale all'Iran

Continuano le grandi manovre militari statunitensi che coinvolgono in queste ore tutto il mondo e lasciano presagire un sempre più vicino attacco all’Iran, dove Israele continua ad agire chirurgicamente per stoppare il programma nucleare del regime degli ayatollah ed eliminare la minaccia terroristica. Proprio Israele, questa mattina, ha fornito una prima stima dei risultati della prima settimana di attacchi mirati all’Iran: hanno già ritardato il potenziale di Teheran di sviluppare un’arma nucleare di “almeno due o tre anni“, come ha appena spiegato il ministro degli Esteri israeliano. Fino alla scorsa settimana, prima dell’attacco di Israele, l’Iran era vicinissimo alla realizzazione della sua prima bomba atomica. “Questione di settimane, al massimo pochi mesi” aveva assicurato l’intelligence.

L’uccisione di Saeed Izadi e la paura di Khamenei

Proprio i servizi segreti sono la chiave di questa guerra. Infatti questa mattina l’IDF ha confermato di aver ucciso nella notte Saeed Izadi, capo della Divisione Palestinese nel Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) Quds Force, in un attacco aereo notturno nella città iraniana di Qom: “Izadi è stato eliminato in una casa sicura nel cuore dell’Iran, a seguito di un prolungato sforzo d’intelligence“.

L’IDF riferisce che Izadi era responsabile della “coordinazione militare tra alti comandanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e del regime iraniano, e figure chiave nell’organizzazione terroristica di Hamas“, soprattutto in vista dell’assalto del 7 ottobre e durante la guerra. “Izadi era uno degli architetti dell’assalto di Hamas del 7 ottobre, nonché tra i pochi che ne erano a conoscenza prima della sua esecuzione“, ha dichiarato l’IDF che ha aggiunto fosse “uno dei fondatori e figure di spicco del piano del regime iraniano per distruggere Israele“.

Mentre continuano gli attacchi mirati alla cupola terroristica del regime islamico che da 46 anni tiene soggiogato prima di tutto il suo stesso popolo, i persiani, anche la Guida Suprema Alì Khamenei si sente braccato e negli ultimi giorni non ha risposto agli appelli occidentali alla negoziazione, poiché a quanto pare potrebbe essere “timoroso” di comunicare, preoccupato che le forze israeliane possano intercettare le sue comunicazioni e usarle per colpire il suo bunker, riferisce la CBS News citando una fonte diplomatica. Il New York Times stamattina ha scritto anche che Khamenei, nascosto in un bunker per paura di perdere la vita, ha iniziato a nominare possibili successori non solo tra gli alti ranghi militari nel caso in cui gli attuali Comandanti venissero eliminati, ma anche tra i religiosi. L’Iran, infatti, è una teocrazia in cui il fondamentalismo religioso e lo stato civile coincidono senza alcuna differenza. Tre alti funzionari religiosi sono stati identificati come potenziali successori alla carica di guida suprema, qualora venisse ucciso. Intanto stamani la connettività Internet in Iran è stata parzialmente ripristinata dopo circa 62 ore di blocco governativo.

Terrorista del regime iraniano arrestato a Cipro: stava organizzando un attentato

Intanto, sempre questa mattina, un membro terrorista delle guardie rivoluzionarie islamiche è stato arrestato a Cipro con l’accusa di pianificare un attentato nel prossimo futuro. L’isola del Cipro è piena di turisti israeliani in ritorno dall’estero.

Le grandi manovre USA: sono partiti i bombardieri strategici

Sono ore decisive per gli schieramenti militari americani intorno al Medio Oriente. Prosegue il ponte aereo sopra l’Atlantico. 7 C-17 Globemaster III e 1 C-5M Galaxy decollati dagli Stati Uniti verso l’Europa. Con il ponte aereo trans-atlantico Stati Uniti – Europa – Medio Oriente, nella Base aerea portoghese di Lajes sono presenti 12 aerei cisterna dell’USAF fermi sulla rampa.

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Lajes, Azzorre, è uno dei principali punti di sosta nel medio Atlantico per gli aerei statunitensi diretti in Europa e oltre.

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Immagini satellitari del 19 Giugno di Mizarvision mostrano il dispiegamento aereo dell’US Air Force – USAF – presso la base aerea saudita Prince Sultan. Si possono vedere 22 KC-135 Stratotankers, 53 probabili F-16 e 10 C-130 USAF. Secondo MenchOsint altri sono al riparo e ulteriori mezzi aerei sono stati inviati in questa base nelle ultime 72 ore.

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Secondo la comunità di analisti di aeronautica militare statunitense, sono decollati i bombardieri strategici B-2 dalla base di Whitman – Missouri verso la base nell’Oceano Indiano di Diego Garcia. In totale, 8 aerei cisterna KC-135 Stratotanker in due gruppi da quattro sono decollati per rifornire i B-2 mentre sono diretti nell’Indiano.

L’analista aeronautica DefenceGeek, fondatore di Military Air Tracking Alliance e The OSINT Bunker Podcasts, conferma che i tankers KC-46A HIFI81 e HIFI82 scortano 6 bombardieri strategici B-2 USAF verso ovest.

Circa un’ora fa, almeno 2-3 bombardieri strategici USA B-2 Spirit, in grado di trasportare bombe gigantesche in grado di penetrare l’impianto nucleare di Fordow, sono decollati dalla base aerea di Whiteman, nel Missouri, USA. Gli aerei sono accompagnati da aerei da rifornimento dell’Aeronautica Militare statunitense.

I bombardieri strategici USA B-2 Spirit stanno adesso sorvolando l’Oceano Pacifico, avvicinandosi all’isola di Diego Garcia, che si trova a distanza di volo dall’Iran.

Kai Saluto del The Aviationist: sostiene che “In teoria, gli attacchi potrebbero essere lanciati direttamente da Guam, anche se poiché l’aereo dovrebbe sorvolare altri paesi in rotta verso l’Iran, c’è una maggiore possibilità che la sicurezza operativa (OPSEC) possa essere compromessa. Da Diego Garcia, in confronto, un volo per l’Iran sarebbe in sostanza una corsa diretta sull’oceano. Nel 2001, i B-2 volarono in una missione di 44 ore da Whiteman AFB per condurre attacchi aerei in Afghanistan“.

L’Associated Press [AP] ha intanto riferito che gli Stati Uniti hanno evacuato 79 membri del personale e famiglie dall’ambasciata americana in Israele. Insomma, sembra tutto pronto per l’attacco decisivo.

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