L’Italia passa da Paese osservatore a membro effettivo dell’Alleanza europea per il nucleare. La scelta è stata annunciata dal ministro dell’Ambiente e della sovranità energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Consiglio Ue Energia a Lussemburgo. “Questo a seguito della scelta del Governo nazionale e della maggioranza di presentare il disegno di legge per il ritorno alla produzione di energia nucleare, così come previsto dal Piano nazionale integrato energia e clima. È una scelta che ha risvolti industriali e tecnologici e che ci vede in prima fila“, ha spiegato il titolare del Mase.
L’Italia così, dopo lo stop alla produzione di elettricità da energia nucleare imposto dai tre referendum abrogativi del 1987 – sulla scia del disastro alla centrale di Chernobyl – e confermato da quello del 2011, torna a puntare sul nucleare ma nelle nuove forme di terza e quarta generazione, nonché sui piccoli reattori modulari, molto meno impattanti rispetto alle vecchie centrali, e quelli futuribili a fusione.
L’Alleanza nucleare è un’iniziativa guidata dalla Francia all’interno dell’Unione europea, istituita nel 2023 per promuovere l’energia nucleare come componente chiave della transizione energetica, accanto alle fonti rinnovabili. I partecipanti sottolineano il ruolo del nucleare nella transizione come fonte più stabile rispetto alle rinnovabili. A oggi conta 14 Paesi: Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Belgio. Quest’ultimo si è aggiunto lo scorso 18 febbraio, dopo la marcia indietro sul piano di abbandono del nucleare.
L’Estonia partecipa alle riunioni come Paese osservatore (com’era l’Italia fino ad oggi), e da oggi entra tra gli osservatori anche la Germania. Il Ministro tedesca dell’Economia e dell’Energia, Katherina Reiche, ha confermato la decisione del suo governo, in accordo con la Francia, di abbandonare la resistenza a sostenere le nuove tecnologie nucleari a livello Ue anche nella tassonomia, l’elenco Ue degli investimenti per la finanza green. Berlino esclude il ritorno all’energia nucleare convenzionale, ma continua a condurre programmi di ricerca nazionali sulla tecnologia della fusione nucleare.
I Paesi nordici come la Svezia vedono nel Nucleare una fonte stabile rispetto all’intermittenza delle rinnovabili di fronte all’addio al gas russo.
Perché è importante ingresso Italia nell’Alleanza Nucleare
Il governo intende “riprendere il cammino del Nucleare puntando sulle tecnologie più innovative e i mini-reattori“, come ha spiegato il premier Giorgia Meloni all’Assemblea di Confindustria a Bologna. Adesso l’ingresso in questa alleanza mira a sostenere e accelerare lo sviluppo, l’implementazione e l’integrazione delle tecnologie nucleari all’interno dell’Ue, inclusi i reattori modulari di piccole dimensioni (SMR e AMR). Tra gli obiettivi: la neutralità tecnologica, con il riconoscimento del nucleare come una tecnologia a basse emissioni di carbonio, al pari delle rinnovabili, all’interno delle politiche UE per il clima e l’energia; l’impegno a sviluppare catene del valore e tecnologie europee (reattori tradizionali, Small Modular Reactors -Smr, Advanced Modular Reactors-Amr), sostenute da finanziamenti pubblici e privati, anche attraverso la Banca europea per gli investimenti e l’Innovation Fund; la sicurezza energetica, con la diversificazione delle fonti; la promozione di una filiera europea del nucleare (compresa la produzione di combustibile, componentistica, ingegneria e ricerca).A margine dei Consiglio Energia, oltre all’alleanza per il nucleare, si riunisce di solito un altro gruppo, quello degli ‘Amici delle rinnovabili‘, di cui fa parte anche l’Italia. Il gruppo oggi ha lanciato la Energy Union Task Force, assieme al commissario Dan Jorgensen e alla presidenza polacca, per aprire “la strada a un mondo più pulito, più sicuro, più sovrano e più competitivo dal punto di vista energetico“. Il gruppo conta 16 Paesi: Lussemburgo, Austria, Belgio, Cipro, Germania, Italia, Danimarca, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Estonia e Malta.
Le prime reazioni della politica
“Buon senso e concretezza, bene così!“. È questo il commento di Matteo Salvini su X in merito all’adesione dell’Italia all’allenza dell’Unione europea sul nucleare annunciata dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del consiglio energia.
“L’Italia nell’Alleanza europea per il nucleare. È una scelta che avevo già caldeggiato mesi fa, indicandola come strategica e necessaria, oggi ancor di più alla luce dello scenario geopolitico. Il nucleare è parte della nostra visione per una transizione sicura e sostenibile e per la sicurezza energetica del nostro Paese“. Così il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava.

Energia nucleare, il commissario Jorgensen: “Ue non proporrà misure per limitare la dipendenza dal combustibile russo”
La Commissione europea questa settimana non proporrà delle misure per limitare la dipendenza dal combustibile Nucleare russo, parallelamente alle proposte per vietare il gas russo. È quanto ha dichiarato oggi il commissario europeo per l’Energia, Dan Jorgensen. La Commissione europea questa settimana dovrebbe proporre delle misure legali per porre fine alle importazioni Ue di gas russo entro la fine del 2027, un obiettivo annunciato da Bruxelles il mese scorso. La Commissione aveva affermato che a giugno avrebbe proposto anche delle misure commerciali mirate all’uranio arricchito, per rendere le importazioni dalla Russia meno attraenti e incoraggiare i Paesi a rivolgersi ad altri fornitori. “Anche questo arriverà, ma nella prima fase ci concentreremo sul gas“, ha spiegato Jorgensen ai giornalisti quando gli è stato chiesto della tempistica delle proposte sul Nucleare.
Il commissario non ha specificato una nuova data per le proposte. “La questione del Nucleare è ovviamente complicata – ha aggiunto Jorgensen -, perché dobbiamo essere assolutamente certi di non mettere i Paesi in una situazione in cui non abbiano la sicurezza dell’approvvigionamento. Stiamo lavorando il più velocemente possibile per includere nella proposta anche questo aspetto“. Secondo il think tank Bruegel, nel 2023 la Russia ha fornito il 38% dell’uranio arricchito e il 23% dell’uranio grezzo dell’Unione europea. La Commissione ha affermato che proporrà anche di limitare i nuovi contratti di fornitura di uranio russo e uranio arricchito, cofirmati dall’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom. Sebbene Bruxelles abbia fissato una scadenza entro la fine del 2027 per l’interruzione del gas russo, non ha indicato una data entro la quale l’Ue dovrà interrompere le forniture nucleari russe, a causa della complessità della dipendenza dei Paesi dalla Russia per combustibile, pezzi di ricambio o servizi del ciclo del combustibile, e del rischio per la sicurezza dell’approvvigionamento, qualora questi venissero improvvisamente interrotti. La Commissione europea ha dichiarato che l’Ue nel 2024 ha speso 23 miliardi di euro per l’energia russa, di cui circa 1 miliardo di euro per il combustibile Nucleare. Cinque Paesi membri – Bulgaria, Repubblica Ceca, Finlandia, Ungheria e Slovacchia – dispongono di reattori di progettazione russa predisposti per funzionare con combustibile russo. Sebbene tutti i Paesi, tranne l’Ungheria, abbiano firmato dei contratti per forniture alternative dal 2022, i lunghi tempi di attesa anni impediscono loro di effettuare un cambio immediato.



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