Il petrolio ai massimi da 2 mesi dopo l’accordo Usa-Cina: i dettagli sui prezzi

Negli Stati Uniti, le scorte di greggio settimanali sono diminuite di 3,6 milioni di barili, attestandosi a 432,4 milioni di barili

I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 2%, ai massimi da oltre due mesi, dopo l’accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti che alimenta le speranze sulle prospettive della domanda di energia nelle due maggiori economie mondiali. I future sul Brent salgono del 2% a 68,2 dollari al barile quelli sul Wti del 2,4% a 66,5 dollari. Trump ha affermato che Pechino fornirà minerali di terre rare e che gli Stati Uniti consentiranno l’ingresso di studenti cinesi nei college e nelle università americane. Il presidente Usa ha aggiunto che l’accordo è soggetto all’approvazione finale da parte sua e del presidente Xi Jinping. A far salire i prezzi anche le difficoltà tra Iran e Stati Uniti a raggiungere un accordo sull’arricchimento dell’uranio. L’Iran ha minacciato di colpire le basi statunitensi nel Medio Oriente se i negoziati sul nucleare fallissero e scoppiasse un conflitto con Washington. Le tensioni in corso con l’Iran significano che è probabile che le sue forniture di petrolio restino limitate dalle sanzioni.

A controbilanciare le spinte rialziste, la decisione dell’Opec+ di aumentare la produzione di petrolio di 411.000 barili al giorno a luglio, con l’obiettivo di annullare i tagli alla produzione per il quarto mese consecutivo. Negli Stati Uniti, le scorte di greggio settimanali sono diminuite di 3,6 milioni di barili, attestandosi a 432,4 milioni di barili, ha dichiarato l’Energy Information Administration. Gli analisti si aspettavano un calo inferiore a 2 milioni di barili. La scorta di benzina per autotrazione, un indicatore della domanda, è aumentata di circa 907.000 barili al giorno la scorsa settimana, raggiungendo i 9,17 milioni di barili al giorno.