I prezzi del petrolio sono aumentati di circa il 3% lunedì, dopo che il gruppo dei produttori OPEC+ ha deciso di mantenere invariato l’aumento della produzione per il mese di luglio, confermando i livelli dei due mesi precedenti. La decisione ha rassicurato i mercati, evitando un aumento a sorpresa che avrebbe potuto provocare una reazione negativa. I future sul Brent sono saliti di 1,74 dollari, pari al 2,77%, attestandosi a 64,52 dollari al barile alle 08:27 GMT. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è aumentato di 1,94 dollari, ovvero del 3,19%, raggiungendo i 62,73 dollari. Entrambi i contratti avevano registrato una perdita superiore all’1% la settimana precedente.
La decisione dell’OPEC+
Sabato, l’OPEC e i suoi alleati – noti collettivamente come OPEC+ – hanno confermato l’aumento della produzione di 411.000 barili al giorno (bpd) per luglio, segnando il terzo mese consecutivo con questo incremento. L’obiettivo è riconquistare quote di mercato e scoraggiare quei membri che hanno superato i limiti produttivi assegnati. Secondo alcune fonti vicine ai negoziati, il gruppo avrebbe potuto discutere un incremento ancora maggiore, ma l’ipotesi è stata scartata.
Intanto, il vice ministro dell’Energia del Kazakistan ha comunicato che il Paese non intende ridurre la produzione, secondo quanto riportato dall’agenzia russa Interfax. Una presa di posizione che, per l’analista John Evans di PVM, giustifica la cautela dell’OPEC+: “considerando la perdita di quote di mercato e l’ammissione quasi brutale da parte del Kazakistan, c’era ben poca scelta”.
Prospettive per i prossimi mesi
Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che l’OPEC+ procederà con un ultimo aumento di 410.000 bpd ad agosto. “La combinazione di fondamentali ancora relativamente rigidi, dati economici globali positivi e la domanda stagionale estiva suggerisce che il rallentamento della domanda non sarà tale da impedire ulteriori aumenti produttivi”, si legge in una nota della banca.
Incertezze dal mercato statunitense
Negli Stati Uniti, le scorte di carburante ai minimi stanno generando ulteriori preoccupazioni sul fronte dell’offerta, soprattutto in vista di una stagione degli uragani che si preannuncia più attiva del solito. Gli analisti di ANZ hanno inoltre evidenziato un forte incremento della domanda implicita di benzina all’inizio della stagione dei viaggi: un aumento di quasi 1 milione di bpd, il terzo più alto degli ultimi tre anni.
Con questi sviluppi, i mercati del petrolio restano volatili ma ben attenti all’equilibrio tra domanda, offerta e dinamiche geopolitiche interne all’OPEC+. Le decisioni attese per il mese di agosto potrebbero determinare la direzione dei prezzi nella seconda metà dell’anno.


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