Una nuova e marcata espansione dell’anticiclone subtropicale africano è attesa a partire da martedì 10 giugno, con effetti che si faranno sentire in modo più netto tra il 12 e il 16 giugno. La configurazione prevista dai modelli numerici, in particolare da ECMWF, suggerisce il ritorno di una struttura di blocco atmosferico a omega, che andrà a stabilizzarsi sull’Europa centro-settentrionale passando per l’Italia.
La cupola di calore si estende: promontorio subtropicale in risalita verso l’Italia e l’Europa centrale
Le mappe previsionali mostrano chiaramente la formazione di una cupola anticiclonica, tipica delle fasi stabili a lungo termine, caratterizzate da moti subsidenti e da un riscaldamento progressivo della massa d’aria. Il cuore dell’anticiclone dovrebbe collocarsi sull’Europa centro-settentrionale, con l’asse del promontorio mediamente orientato lungo una direttrice sud-ovest/nord-est che coinvolgerà in pieno il Centro-Nord Italia e la Sardegna.
Queste aree saranno soggette ai cosiddetti moti di subsidenza, ovvero movimenti discendenti della massa d’aria, che, per compressione, determinano un ulteriore riscaldamento. Si tratta di una dinamica ben nota in meteorologia, che amplifica gli effetti del caldo nei periodi ad alta pressione persistente. Non solo: la massa d’aria sarà già molto calda alla partenza, poiché l’anticiclone stesso agirà da trasportatore diretto di calore dal Sahara verso il Mediterraneo e il cuore del continente europeo.

Temperature fino a 10°C oltre la media: attesi valori massimi sopra i 35°C
Secondo le prime elaborazioni, il periodo compreso tra mercoledì 12 e domenica 16 giugno potrebbe registrare scarti termici fino a 6-10°C oltre la norma climatologica, in particolare nelle regioni del Nord Italia, lungo il versante tirrenico e sulla Sardegna. Si tratta di anomalie significative, che potrebbero tradursi in temperature massime comprese tra i 30 e i 35°C nella maggior parte delle aree interessate, con picchi potenzialmente superiori nelle zone interne e pianeggianti.

Un caldo simile, così marcato e anticipato rispetto alla piena estate, è da considerarsi anomalo anche in un contesto di riscaldamento globale. A conferma della straordinarietà del fenomeno, interviene anche l’EFI – Extreme Forecast Index, l’indice usato dai meteorologi per stimare quanto un evento previsto si discosti dalla climatologia locale. L’EFI termico mostra valori compresi tra 0.7 e 0.8, su una scala che va da 0 a 1: un segnale inequivocabile di anomalia significativa e, potenzialmente, di evento estremo.

Un segnale da non ignorare: l’ennesima ondata di caldo precoce
Il mese di giugno 2025 si sta confermando come uno dei più dinamici e termicamente estremi degli ultimi anni. Dopo le prime incursioni di caldo nordafricano tra fine maggio e inizio mese, una nuova fase stabile e caldissima è pronta a interessare un’ampia fetta dell’Europa. Gli anticicloni a omega, noti per la loro persistenza e per la capacità di bloccare le perturbazioni atlantiche, sono spesso associati a ondate di calore durature e a condizioni di siccità prolungata.
In questo caso, l’elemento di preoccupazione risiede non solo nelle temperature elevate, ma nella loro precocità: eventi simili erano un tempo confinati alla seconda metà di luglio o ad agosto. Oggi si manifestano già a metà giugno, alterando profondamente il bilancio idro-climatico stagionale, con ripercussioni su salute, agricoltura e risorse idriche.
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