Le ultimissime proiezioni probabilistiche del modello europeo ECMWF indicano un’evoluzione atmosferica ben precisa: la prima metà di giugno 2025 rischia di essere dominata da un blocco subtropicale caldo e secco sull’Italia. A confermarlo sono le ultime elaborazioni ensemble ECMWF (ENS), che suggeriscono un’estensione marcata del promontorio nordafricano verso il Mediterraneo centrale, con effetti potenzialmente significativi sul clima della Penisola.
Il promontorio subtropicale torna a dominare: cosa significa?
Quando si parla di promontorio subtropicale, si fa riferimento a una figura anticiclonica tipica delle aree desertiche del Nord Africa, che in estate tende a risalire verso nord, alimentata da masse d’aria molto calde e stabili. Questo tipo di struttura in quota, visibile a livello di 500 hPa, rappresenta un vero e proprio “tetto atmosferico” che ostacola la formazione di nubi e rovesci, mentre favorisce l’aumento delle temperature e della subsidenza (compressione dell’aria dall’alto verso il basso).

Secondo l’ultima uscita del modello ECMWF ENS, tra il 9 e il 16 giugno, il cuore dell’alta pressione africana potrebbe espandersi in modo deciso sull’Italia, con anomalie termiche positive ben evidenti. Le mappe mostrano un campo geopotenziale ben strutturato, che segnala una situazione potenzialmente bloccata e priva di apporti umidi da ovest.
Temperature sopra la media e rischio siccità: i due volti dell’anticiclone africano
Oltre al caldo fuori stagione, un elemento critico emerge chiaramente dalle proiezioni: la quasi totale assenza di precipitazioni. Le anomalie pluviometriche previste per la seconda settimana di giugno indicano una diffusa carenza di piogge su tutto il territorio nazionale, con il rischio di aggravare le già evidenti condizioni di stress idrico nelle regioni più sensibili.

Le proiezioni multimodello confermano questo scenario: l’anticiclone subtropicale potrebbe bloccare per diversi giorni ogni tentativo di ingresso perturbato dall’Atlantico, lasciando l’Italia in balia di giornate soleggiate, asciutte e progressivamente più calde.
Le regioni più esposte: dove farà più caldo
Le aree che rischiano di subire gli effetti più marcati di questa configurazione sono le Isole maggiori, il Centro-Sud e le zone interne del Nord Italia. In queste aree, le temperature potrebbero superare i 35°C già entro la metà del mese, con picchi localizzati più elevati nelle zone interne e pianeggianti.
Le coste saranno in parte mitigate dalle brezze marine, ma l’umidità relativa elevata potrebbe acuire la sensazione di disagio fisico, soprattutto durante le ore centrali della giornata.

Quanto durerà questa fase stabile e calda?
Le simulazioni non forniscono ancora certezze sulla durata esatta del dominio subtropicale, ma l’assenza di segnali perturbati significativi nei modelli a medio termine lascia supporre che almeno fino al 16-17 giugno la situazione potrebbe rimanere bloccata, con effetti cumulativi su temperatura e siccità.
Conclusioni: un avvio d’estate già bollente?
Se confermato, lo scenario tracciato dall’ECMWF ENS per la prima metà di giugno 2025 rappresenterebbe un anticipo deciso dell’estate climatica, con tutti i rischi che questo comporta: incremento degli incendi boschivi, difficoltà per l’agricoltura, maggiore richiesta energetica per il raffrescamento degli ambienti.
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