“L’Europa si sta riscaldando più velocemente di qualsiasi altro continente. Precipitazioni e calore estremi, ondate di calore marine, tempeste, inondazioni, incendi boschivi e siccità prolungate sono solo alcuni degli eventi estremi che si stanno intensificando nel continente, a causa dei cambiamenti climatici e dell’aumento delle temperature. La Fondazione CMCC è all’avanguardia nella scienza dell’adattamento con le sue molteplici linee di ricerca sulla resilienza, la riduzione del rischio e la modellazione degli impatti dei cambiamenti climatici. In occasione dell’evento di punta European Climate Change Conference 2025 ( ECCA2025 ), co-organizzato dalla Fondazione CMCC e da JPI Climate nell’ambito del progetto Horizon Europe MAGICA, immergiti in una raccolta curata di infografiche e approfondimenti che offrono uno sguardo approfondito sulle attuali e future sfide dell’adattamento e sui risultati scientifici rilevanti su:
- Vivere con gli estremi climatici nell’UE
- Gestire le città dell’UE per essere pronte al futuro
- Proteggere le aree costiere europee
- Il costo (evitato) dell’adattamento nell’UE”: è quanto si legge in una nota del Cmcc.
Vivere con gli estremi climatici nell’UE
“L’Europa sta vivendo una nuova era di eventi climatici estremi, con il 2024 che segna l’anno più caldo mai registrato per il continente. La frequenza, l’intensità e l’impatto degli eventi estremi – che si tratti di ondate di calore, alluvioni, siccità o tempeste – sono in aumento, il che sottolinea l’urgente necessità di solide strategie di adattamento in tutti i settori e in tutte le regioni. Il CMCC impiega tecniche all’avanguardia per migliorare il rilevamento e l’attribuzione dei fenomeni estremi, collaborando con gli attori locali per stabilire misure di prevenzione e preparazione inclusive”.
Gestire le città dell’UE per essere pronte al futuro
“Si prevede che il tasso di urbanizzazione in Europa salirà all’84% entro il 2050, rispetto al 75% del 2020. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico causerà un aumento dello stress termico e delle inondazioni nelle aree urbane di tutta l’UE. Eppure le città non sono solo vittime del cambiamento climatico, ma vi contribuiscono anche, con il settore edilizio che è uno dei principali motori delle emissioni globali di CO2 legate all’energia. Questo solleva la domanda: qual è il futuro delle città europee? Il CMCC è un’istituzione leader nello sviluppo di modelli climatici ed economici avanzati e di mappe del rischio ad alta risoluzione per aree vulnerabili come città e coste, per supportare il processo decisionale e coinvolgere i cittadini nell’azione per il clima. Sfruttando l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, simuliamo gli impatti previsti e collaboriamo con stakeholder e governi locali per trovare soluzioni su misura”.
Proteggere le aree costiere europee
“Il livello medio globale del mare è aumentato di circa 20 cm dal 1900 – a un ritmo attuale di oltre 3 millimetri all’anno – con un impatto non solo sugli ecosistemi marini, ma anche sulle comunità costiere, sulle economie globali e sulla società. Allo stesso tempo, le proiezioni per il 2100 mostrano che le mareggiate, considerate un evento che si verificava una volta ogni 100 anni, potrebbero ora verificarsi con una frequenza di dieci anni, se non addirittura annuale, in alcune parti del mondo. Il CMCC individua questi rischi crescenti e fornisce gli strumenti e le soluzioni per affrontare le sfide che pongono, integrando soluzioni basate sulla natura nelle strategie di adattamento e rafforzando le capacità regionali di ripristino e protezione delle coste”.
Il costo (evitato) dell’adattamento nell’UE
“L’Europa sta affrontando costi crescenti a causa del cambiamento climatico, con ondate di calore, alluvioni, siccità e incendi boschivi senza precedenti che stanno già avendo un impatto su vite umane, mezzi di sussistenza ed economie. I dati sono chiari: i costi sociali e umani del mancato adattamento – o dell’attuazione di politiche di adattamento errate – stanno aumentando rapidamente. Con il riscaldamento climatico del continente a un ritmo doppio rispetto alla media globale, l’adattamento non è solo un’opzione politica: è una necessità economica e sociale. Gli studi del CMCC stimano i costi degli impatti climatici che colpiscono soprattutto le comunità più vulnerabili, affrontando le disuguaglianze a diverse scale. Forniamo strumenti pronti all’uso per visualizzare scenari futuri e aiutare i decisori politici a progettare strategie di resilienza efficaci per ridurre i costi del cambiamento climatico”.


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