Per la prima volta nella storia del QS World University Rankings, un’università italiana entra nella Top 100: il Politecnico di Milano si piazza al 98° posto a livello globale, con un balzo di 17 posizioni rispetto all’anno scorso. Pubblicata dall’agenzia internazionale QS Quacquarelli Symonds, l’edizione 2026 della classifica segna un punto di svolta per l’Italia, finora unico Paese del G7 privo di un ateneo tra i primi cento.
Il miglioramento del Polimi è trasversale: +10 posizioni nella Employer Reputation (72°), +6 nella Reputazione accademica (84°), e un significativo +40 posti negli Employment Outcomes (199°), che valuta il successo lavorativo dei laureati.
Nel complesso, l’Italia si conferma al secondo posto nell’UE per numero di università classificate (43), con 17 atenei tra i primi 500 per reputazione accademica. Tuttavia, la fotografia del sistema non è uniforme: solo 59% degli atenei migliora o si mantiene stabile, mentre le criticità restano strutturali, soprattutto sul fronte occupazionale e nell’internazionalizzazione.
A livello globale, il podio è dominato da MIT, Imperial College e Stanford. Le università asiatiche continuano la loro ascesa, con l’Università di Hong Kong all’11° posto e Pechino al 14°.


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