In un’epoca segnata da tensioni geopolitiche crescenti e minacce nucleari sempre più esplicite, il timore di una Terza Guerra Mondiale con l’uso di armi nucleari non è più solo materia da romanzi distopici. La Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP) ha recentemente diffuso una serie di raccomandazioni per affrontare al meglio lo scenario. Una detonazione nucleare – che sia provocata da un missile o da un ordigno portatile – può provocare vittime di massa in pochi istanti. Come sottolinea l’ICRP, l’unica possibilità di sopravvivere, soprattutto nelle immediate vicinanze del punto di esplosione, è essere già al riparo al momento della deflagrazione.
Il caso di Eizo Nomura, sopravvissuto a Hiroshima nel 1945 perché si trovava nel seminterrato di un edificio a soli 170 metri dal punto zero, è emblematico. La sua storia dimostra quanto il posizionamento e la protezione immediata possano fare la differenza tra la vita e la morte.
I primi 10 minuti: cosa fare subito dopo la detonazione
Dopo una detonazione, le radiazioni residue (fallout) iniziano a depositarsi a terra entro 10-20 minuti. Questo breve intervallo è cruciale:
- Entrare immediatamente in un edificio solido, preferibilmente in cemento o mattoni.
- Scendere nel seminterrato o rifugiarsi al centro dell’edificio, lontano da porte e finestre.
- Evitare veicoli o rifugi precari: automobili e roulotte offrono una protezione insufficiente.
Le prime 24 ore: restare al sicuro
Una volta al riparo:
- Non uscire per almeno 12-24 ore, a meno che non ci siano emergenze gravi (incendi, crolli, ferite).
- Se si sospetta un’esposizione al fallout, togliere gli abiti esterni, lavarsi accuratamente con acqua e sapone e isolare eventuali animali domestici contaminati.
- Ascoltare le comunicazioni radio AM a batteria per aggiornamenti ufficiali.
- Consumare solo cibo e acqua già conservati all’interno del rifugio.
Le successive 48 ore: ridurre al minimo l’esposizione
Trascorse le prime 24 ore, le radiazioni calano ma possono ancora essere pericolose:
- Continuare a limitare al minimo l’esposizione all’esterno.
- Se si deve uscire, indossare maschere o panni per coprire naso e bocca, proteggere abiti e scarpe con strati aggiuntivi (es. sacchetti di plastica).
- Non consumare frutta e verdura locali potenzialmente contaminate.
- Non cercare familiari o bambini in altre strutture, come scuole o case di cura, se non su esplicito ordine delle autorità.
Evacuazione: solo su ordine delle autorità
Nel caso venga ordinata un’evacuazione:
- Portare con sé medicinali, cibo, acqua, vestiti di ricambio, documenti e dispositivi elettronici.
- Non dimenticare gli animali domestici, con cibo, guinzaglio e documentazione veterinaria.
- Evitare qualsiasi ritorno non autorizzato nelle zone colpite.
Rischi specifici di una detonazione nucleare
Secondo l’ICRP, una bomba nucleare genera diversi tipi di effetti dannosi:
- Flash luminoso in grado di accecare temporaneamente anche a 10 km di distanza.
- Impulso termico che può causare ustioni e incendi a chilometri dal punto zero.
- Onda d’urto che distrugge edifici e lancia detriti mortali anche a lunga distanza.
- Radiazione iniziale e ricaduta radioattiva (fallout), letali in un raggio di diversi chilometri.
- Impulso elettromagnetico (EMP), che può mettere fuori uso reti elettriche, telefoniche e dispositivi elettronici per giorni o settimane.
Come prepararsi oggi
La preparazione può salvare vite:
- Identificare rifugi sicuri nei luoghi in cui si vive e lavora (scantinati, garage sotterranei, edifici in cemento).
- Conservare scorte d’emergenza: acqua potabile (almeno 2 litri al giorno per persona), cibo a lunga conservazione, kit di primo soccorso, radio a batteria, torce, batterie, medicine.
- Imparare le nozioni base di primo soccorso.
- Concordare con familiari e amici un piano di emergenza.
- Applicare etichette identificative ai bambini piccoli, in caso di separazione.
In un mondo in cui la minaccia nucleare torna ad affacciarsi con inquietante insistenza, l’unica vera arma di difesa per la popolazione civile è la consapevolezza. L’ICRP non invita al panico, ma alla preparazione intelligente: conoscere i pericoli e agire con prontezza può significare sopravvivere. Ignorare il rischio, invece, può essere fatale. Nel malaugurato caso in cui una guerra nucleare dovesse diventare realtà, non ci sarà tempo per informarsi: le decisioni che prenderemo nei primi 10 minuti potrebbero determinare il nostro destino.
