Rischio sismico e idrogeologico, Musumeci: “oltre 100 eventi calamitosi e 89 morti dal 2019”

"Il 94% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico per frane, alluvioni ed erosioni"

L’Italia “è stata colpita, a partire dal 2019, da oltre 100 eventi calamitosi che hanno dato luogo ad altrettante dichiarazioni di stato di emergenza nazionale e hanno causato 89 decessi. In particolare, si tratta di 98 stati di emergenza determinati da eventi meteorologici e idrogeologici e di 8 provocati da eventi sismici e vulcanici“: è quanto ha evidenziato il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, durante l’audizione innanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano. “Sul piano delle risorse finanziarie l’importo complessivo degli stanziamenti a valere sul Fondo per le emergenze nazionali ammonta ad oltre 3,2 miliardi di euro, mentre la somma riconosciuta per danni alle famiglie e alle imprese, a valere sugli stanziamenti di bilancio, supera i 130 milioni di euro (di cui 72,2 per le famiglie e 66 per le attività economiche e produttive)“, ha proseguito il Ministro

Il 94% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico per frane, alluvioni ed erosioni. L’Italia, per le sue caratteristiche geologiche è un territorio strutturalmente molto fragile, quindi esposto a terremoti, frane ed erosioni costiere. Per quanto riguarda il rischio idrogeologico, la conformazione del territorio e i cambiamenti climatici sono serviti ad esasperare una condizione di fragilità. Negli ultimi anni si sono intensificati gli eventi meteo estremi che portano colate di fango, detriti, allagamenti costieri“, ha affermato Musumeci

Il 18,4% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni, 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti sono a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità idraulica media (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni). La realizzazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico rappresenta un tema cruciale, per la sicurezza dei territori e dei cittadini, oltre che per lo sviluppo della Nazione“, ha spiegato il Ministro.

Sia in relazione al rischio sismico che a quello idrogeologico risulta essenziale l’attività di prevenzione che, secondo la definizione data dal codice della protezione civile, individua proprio l’insieme delle attività di natura strutturale e non strutturale, svolte anche in forma integrata, dirette a evitare o a ridurre la possibilità che si verifichino danni conseguenti a eventi calamitosi anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione“: così il Ministro Nello Musumeci innanzi alla Commissione di inchiesta sul rischio idrogeologico.

L’esposizione al rischio sismico in Italia è nota: un dato sintetico fra i tanti riguarda il ricorso al Fondo di solidarietà dell’UE per le catastrofi, per il quale l’Italia risulta (dall’istituzione del Fondo nel 2022) il primo beneficiario fra gli Stati membri, con un importo erogato pari a 3 miliardi di euro su un totale di 7,6 miliardi di euro, di cui 2,4 miliardi (pari al 31 per cento) dovuti a eventi sismici, a fronte di danni valutati in circa 47 miliardi di euro“, ha spiegato il Ministro. “Nel caso dell’Italia, in particolare, da una stima effettuata nel 2021 dal Dipartimento della Protezione civile, i costi diretti sostenuti dallo Stato per far fronte agli eventi sismici dal 1968 in poi, ammonta a circa 211 miliardi di euro attualizzati al 2019, che corrispondono a circa 4 miliardi di euro annui- dice – A tale quadro si aggiunge un bilancio altrettanto gravoso in termini di vite umane che ammonta in tale arco temporale ad oltre 5.000 vittime (2021)“. “Va osservato, d’altra parte, che il sistema per la prevenzione e la mitigazione del rischio sismico nel Paese, pur risultando ancora disorganico e frammentato, presenta significativi margini di miglioramento nella prospettiva di ridurre gli impatti degli eventi calamitosi“. “Dal punto di vista degli stanziamenti di risorse per interventi di prevenzione mirati alla riduzione di vulnerabilità degli edifici esistenti, a partire dal 2003 sono stati attuati i primi Piani straordinari di prevenzione su scala nazionale, a seguito del forte impatto generato dall’evento sismico di San Giuliano di Puglia, avvenuto il 31 ottobre 2002“, ha evidenziato Musumeci.

Arriviamo al ‘nervo scoperto’, quello dei Campi Flegrei. I rappresentanti egli enti locali, dal primo incontro, mi avevano parlato delle loro preoccupazioni per lo sciame sismico e per l’assenza di qualsiasi pregressa iniziativa del governo dagli anni Ottanta. Da quel momento è scattato un meccanismo, con costante interlocuzione in un anno e mezzo. Il Governo, oltre ad avere assunto provvedimenti rilevanti, sul piano generale, in materia di prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, ha pure adottato specifiche decisioni relative ad alcuni territori, colpiti da eventi sismici e da eccezionali eventi metereologici“, ha sottolineato il Ministro. “In relazione al rischio sismico, occorre richiamare le misure urgenti per l’area dei Campi Flegrei. Il Consiglio dei ministri ha adottato, in particolare, nell’arco di circa un anno e mezzo, ben tre decreti-legge- dice -In relazione all’edilizia privata, con lo stesso decreto-legge n. 76 del 2024, al fine di favorire l’immediato utilizzo del patrimonio edilizio privato danneggiato dal sisma del 20 maggio 2024, è stata autorizzata la spesa di euro 20 milioni per l’anno 2024 e di euro 15 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026 per il riconoscimento di contributi per interventi di riqualificazione sismica e di riparazione del danno. Il decreto-legge n. 76/2024 ha previsto, altresì, l’erogazione dei contributi di autonoma sistemazione in favore dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa, sia stata sgomberata per inagibilità in esecuzione di provvedimenti adottati in conseguenza dell’evento sismico del 20 maggio 2024“. “Occorre rammentare anche l’ulteriore stanziamento operato dal Governo con la legge di bilancio per il 2025, per un importo complessivo di 100 milioni di euro per il quinquennio 2025-2029, teso a favorire la riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio privato con destinazione d’uso residenziale insistente nella zona di intervento dei Campi Flegrei“, ha concluso Musumeci.