Il ritorno del predatore: la tigre indocinese rinasce nella giungla thailandese

La Thailandia si candida a diventare un baluardo per la conservazione del grande felino

Nel cuore del Parco Nazionale di Khlong Lan, in Thailandia, è in corso un ambizioso progetto di ripopolamento della tigre indocinese, una sottospecie un tempo sull’orlo dell’estinzione. Gli ambientalisti hanno recentemente liberato venti cervi sambar, prede naturali della tigre, per sostenere la sua dieta e favorirne la sopravvivenza. Grazie alla collaborazione tra il Dipartimento dei Parchi Nazionali e il WWF, il numero di tigri in libertà nel Paese è salito a circa 223 esemplari nel 2024, una crescita straordinaria rispetto ai soli 40 individui del 2007.

La chiave del successo è un programma quinquennale che prevede il rilascio di ungulati, come i cervi sambar, monitorati via GPS per studiarne l’adattamento. La maggior parte sopravvive e si riproduce, contribuendo alla stabilità dell’ecosistema. In Asia sudorientale, la Thailandia si distingue per i risultati ottenuti, mentre altri Paesi come Cambogia, Laos e Vietnam hanno visto scomparire le tigri. Con l’ispirazione di modelli africani, la Thailandia si candida oggi a diventare un baluardo per la conservazione del grande felino, la cui presenza è cruciale per l’equilibrio ecologico delle foreste tropicali.