La Russia costruirà la prima centrale nucleare del Kazakistan: Mosca rafforza la sua influenza energetica in Asia Centrale

Per un Paese ricco di risorse naturali ma povero di infrastrutture energetiche, il nucleare potrebbe rappresentare un punto di svolta

Il Kazakistan ha ufficializzato la scelta del colosso russo Rosatom come capofila per la costruzione della sua prima centrale nucleare, segnando un’importante svolta nella politica energetica del paese centroasiatico e consolidando al contempo la presenza geopolitica di Mosca nella regione. L’annuncio, diramato dall’Agenzia per l’energia nucleare del Kazakistan, sottolinea come Rosatom sia stata selezionata per guidare un consorzio internazionale che realizzerà l’impianto nei pressi del villaggio di Ulken, sulle rive del lago Balkhash.

Una scelta strategica, tra energia e alleanze

Il Kazakistan, nonostante sia il primo produttore mondiale di uranio (con il 43% del mercato globale) e il terzo fornitore dell’Unione Europea, è alle prese con una carenza cronica di energia elettrica destinata al consumo interno. La costruzione della centrale nucleare, approvata tramite un referendum nell’autunno 2024, rappresenta una mossa cruciale per assicurare una maggiore autosufficienza energetica al Paese.

Il progetto ha visto una competizione internazionale accesa, con in gara la cinese China National Nuclear Corporation, la francese EDF e la sudcoreana Korea Hydro & Nuclear Power. Tuttavia, a prevalere è stata l’offerta russa, rafforzata dai legami storici e politici tra Mosca e Nur-Sultan, e dalla disponibilità della Federazione Russa a finanziare parte del progetto tramite fondi per l’export.

Un consorzio ancora da definire

L’Agenzia kazaka ha precisato che la selezione di Rosatom non esclude la partecipazione di altri attori internazionali nella forma di un consorzio multilaterale, il cui assetto definitivo non è però stato ancora reso noto. Questo approccio riflette la strategia del presidente Kassym-Jomart Tokayev, che mira a mantenere relazioni bilanciate con tutte le grandi potenze coinvolte nell’area.

Geopolitica dell’atomo

La tempistica dell’annuncio è significativa: arriva pochi giorni prima del vertice “Asia Centrale-Cina” che vedrà la visita ufficiale del presidente cinese Xi Jinping in Kazakistan. La scelta di Rosatom rappresenta un chiaro segnale di Mosca, che riafferma così il proprio ruolo storico nella regione, contrastando l’avanzata diplomatica ed economica cinese.

Nel frattempo, Rosatom prosegue la sua espansione nella regione: è già attiva nella costruzione di una piccola centrale nucleare in Uzbekistan e ha proposto un progetto simile al vicino Kirghizistan, segno di una strategia russa più ampia che intreccia interessi energetici e ambizioni geopolitiche.

Sfide logistiche e ambientali, ma anche opportunità

La costruzione della centrale presso Ulken, un’area semi-abbandonata ma strategicamente situata, porterà sfide logistiche e ambientali, ma anche nuove opportunità di sviluppo per la regione. Per un Paese ricco di risorse naturali ma povero di infrastrutture energetiche, il nucleare potrebbe rappresentare un punto di svolta, se accompagnato da una pianificazione rigorosa e una cooperazione internazionale efficace.