Una scia luminosa ha squarciato il cielo notturno del Sud Italia nelle prime ore del mattino del 16 giugno 2025, generando stupore e interrogativi. Il fenomeno, che ha attirato l’attenzione dalla sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica, è stato identificato come il rientro atmosferico di un oggetto artificiale. Un’analisi approfondita suggerisce che il “visitatore” celeste non sia stato altro che un satellite della costellazione Starlink.
Scia luminosa nei cieli italiani: rientro Starlink
L’evento è stato catturato con precisione alle 01:34:56 UTC (03:34:56 CEST) dalla postazione Nord del sistema di telerilevamento per fenomeni transitori in atmosfera. Secondo quanto riportato dall’analisi di Raffaele Minichini, ingegnere aerospaziale, “un oggetto molto luminoso ha fatto il suo ingresso nel campo visivo della camera, apparendo da ovest (azimut stimato 253°) a circa 29° di elevazione“. L’oggetto ha poi attraversato il cielo in direzione Ovest-Nord/Est, lasciando dietro di sé una scia “persistente e luminosa“. Un dettaglio cruciale che ha confermato la natura del fenomeno è stato il distacco di “diversi frammenti” dal corpo centrale, “segno inequivocabile di una significativa frammentazione in fase di rientro“, come spiegato da Minichini.
Per identificare l’oggetto, è stata condotta un’analisi orbitale utilizzando il software Orbitron e gli ultimi elementi orbitali (TLE) di CeleStrak. L’ingegnere Minichini ha determinato che “l’oggetto compatibile con le condizioni osservate risulta essere un satellite della costellazione Starlink, STARLINK-30180 (lanciato in data 24 luglio 2023), il cui ultimo TLE risale al giorno 15 giugno 2025, 15:21:31 UTC, designato come NORAD 57435“. La simulazione ha mostrato una notevole coincidenza tra il passaggio del satellite e l’osservazione, sia per l’orario che per la traiettoria.
La traiettoria dell’oggetto, visualizzata su mappa, ha evidenziato un passaggio sopra l’Italia meridionale, in particolare nei cieli di Campania e Puglia, con un’inclinazione compatibile con l’osservazione. Ciò è stato ulteriormente supportato da “diverse catture segnalate sui social network“, come evidenziato da Minichini.
Sebbene eventi di questo tipo siano “relativamente rari per l’Italia“, l’ingegnere Minichini sottolinea la loro importanza scientifica. Essi “rappresentano un’opportunità preziosa per contribuire alla sorveglianza spaziale passiva e alla raccolta di dati utili alla comunità scientifica“. L’osservazione del rientro di satelliti e altri detriti spaziali è infatti fondamentale per monitorare l’ambiente orbitale terrestre e per la sicurezza delle future missioni spaziali.




Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?