Gli scimpanzé “contagiosi” anche con i robot: uno studio rivela la reazione a uno sbadiglio artificiale | FOTO

L’esperimento è stato condotto presso la Fundació Mona, un centro di recupero per scimpanzé in Spagna

Secondo uno studio recente, 14 scimpanzé adulti sono risultati sensibili allo sbadiglio di un robot umanoide, ripetendolo. Il fenomeno, osservato per la prima volta tra animali e robot, apre scenari inediti sulla comunicazione interspecifica e sull’empatia tra esseri viventi e agenti artificiali. Il fenomeno dello sbadiglio contagioso — la tendenza involontaria a sbadigliare dopo aver visto qualcun altro farlo — è stato finora documentato tra esseri umani, cani, elefanti e alcune specie di uccelli. Tuttavia, lo studio guidato da Ramiro Joly-Mascheroni e Beatriz Calvo-Merino introduce una novità radicale: anche un androide può suscitare questo comportamento, suggerendo che non serva necessariamente un modello biologico o familiare perché si attivi la risposta.

Il disegno dello studio: tra androidi e primati

L’esperimento è stato condotto presso la Fundació Mona, un centro di recupero per scimpanzé in Spagna. I soggetti — 14 esemplari di Pan troglodytes, di età compresa tra i 10 e i 33 anni — sono stati esposti a un androide progettato per imitare espressioni facciali umane. Questo androide, alto 45 cm e dotato di 33 servomotori, era capace di riprodurre tre condizioni: bocca chiusa (Close), apertura moderata della bocca (Gape), e sbadiglio completo (Yawn), ciascuna presentata per 5 minuti in sessioni video.

Durante le esposizioni, sono stati monitorati tre comportamenti: il numero di sbadigli, la durata della posizione distesa (indice di rilassamento) e il tempo speso osservando l’androide. La stessa sequenza è stata ripetuta quattro volte per ciascun individuo, con fasi baseline e post-esposizione per rafforzare l’affidabilità dei dati.

Risultati chiave: il robot fa davvero sbadigliare

I risultati sono sorprendenti: 8 dei 14 scimpanzé (57,1%) hanno sbadigliato osservando l’androide nella condizione Yawn. Lo stesso numero ha anche mostrato comportamenti associati alla sonnolenza, come distendersi o raccogliere la biancheria da nido. Significativamente, nessuno sbadiglio è stato osservato durante le condizioni Gape o Close, né nella fase baseline. Ciò suggerisce che non è l’apertura della bocca in sé a innescare la risposta, ma la sua specifica configurazione che richiama il gesto naturale dello sbadiglio. Anche la durata del tempo trascorso in posizione distesa era maggiore nella condizione Yawn, rafforzando l’idea che l’azione osservata agisca come un segnale di rilassamento.

Ipotesi: empatia, imitazione o risposta automatica?

Questo studio offre due possibili interpretazioni. Da un lato, gli scimpanzé potrebbero aver interpretato lo sbadiglio dell’androide come un segnale contestuale, associandolo al riposo. Dall’altro, è possibile che si tratti di una risposta automatica di tipo percezione-azione, legata a meccanismi neurali di risonanza motoria. In entrambi i casi, il comportamento suggerisce che l’origine del contagio da sbadiglio non risieda solo nel riconoscimento di un conspecifico, ma anche nella forma e nel movimento dell’azione osservata.

Implicazioni evolutive e tecnologiche

Dal punto di vista evolutivo, lo sbadiglio contagioso potrebbe essere una delle più antiche forme di comunicazione non verbale, utile a sincronizzare i ritmi di gruppo. Il fatto che anche un androide possa suscitare questa risposta suggerisce che i primati siano sensibili a segnali sociali al di là dei confini biologici. Questo pone le basi per esplorare nuovi campi di interazione interspecie e uomo-macchina, aprendo la strada a studi futuri sull’influenza di robot ed agenti artificiali nel comportamento animale.

Il lavoro di Joly-Mascheroni e colleghi rappresenta una pietra miliare nella ricerca sulla cognizione sociale e sull’empatia nei primati. Uno stimolo artificiale ben progettato può evocare risposte comportamentali tipiche delle interazioni tra esseri viventi, gettando nuova luce sulla natura del contagio comportamentale e offrendo spunti affascinanti per l’etologia, la robotica e le neuroscienze cognitive.

sbadiglio Scimpanzé
Figure 1B-E, che mostrano esempi di scimpanzé che esibiscono il comportamento di sbadigliare e sdraiarsi. Crediti: RMJM, Aline Sardin-Damasso e Mona.
Studio sbadiglio
Figura 1A, che mostra le condizioni dell’androide: vicino, spalancato, sbadigliato e vista posteriore. Credit: Aline Sardin-Damasso & Mona.