Ad Haiti l’arrivo della stagione degli uragani “è una tragedia prevedibile, ma per mancanza di risorse, impossibile da evitare“: è quanto evidenzia l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari lanciando l’allarme per la mancanza di risorse per aiutare una popolazione che già soffre di violenza e fame. Con la stagione dei cicloni destinata a durare fino alla fine di novembre, le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme sulla carenza di attrezzature e finanziamenti di emergenza.
Nel 2024, le piogge torrenziali hanno colpito più di 300mila persone, ucciso 26 persone e danneggiato 40mila case in tutto il Paese. Quest’anno sono previste da 12 a 19 tempeste nell’Atlantico, molte delle quali potrebbero intensificarsi pericolosamente. Haiti è uno dei Paesi più vulnerabili ai disastri naturali: il 96% della sua popolazione vive in aree esposte a rischi climatici.
L’ONU sottolinea che la situazione è preoccupante, in quanto si verifica in un contesto di crisi acuta, anche a causa dell’escalation della violenza delle bande. Circa 230mila haitiani vivono ora in rifugi di fortuna che sono per lo più inadatti alle intemperie. Inoltre, le scorte di aiuti umanitari sono al “livello più basso mai registrato“, secondo l’ONU.



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