L’industria automobilistica tedesca lancia un serio avvertimento: le restrizioni imposte dalla Cina sull’esportazione delle terre rare potrebbero presto causare l’interruzione della produzione. A lanciare l’allarme è l’associazione tedesca dei produttori di auto (VDA), secondo cui i ritardi nella concessione delle licenze di esportazione e nei controlli doganali stanno già compromettendo la fornitura di componenti essenziali, come i motori per tergicristalli e i sensori dei freni antibloccaggio. “Se la situazione non cambia rapidamente, non si possono più escludere ritardi o persino fermi nella produzione”, ha dichiarato Hildegard Mueller, presidente della VDA, in una nota diffusa a Reuters.
È la prima volta che la potente lobby automobilistica tedesca prospetta esplicitamente il rischio di uno stop alla produzione a causa delle tensioni commerciali con Pechino. Le nuove regole imposte dalla Cina lo scorso aprile obbligano gli esportatori di magneti a base di terre rare a ottenere licenze approvate direttamente da Pechino, rallentando l’intero flusso commerciale.
Pressioni internazionali su Pechino
L’irrigidimento cinese ha innescato una corsa diplomatica: funzionari di India, Giappone ed Europa stanno cercando urgentemente colloqui con le autorità cinesi per sollecitare un’accelerazione nelle autorizzazioni. Fonti vicine al dossier hanno riferito a Reuters che la mossa di Pechino è percepita come una leva diplomatica strategica, visto che la Cina domina il mercato globale delle terre rare e le alternative sono scarse o inesistenti.
Anche le associazioni di categoria negli Stati Uniti e in India hanno lanciato avvertimenti simili. I rappresentanti di grandi case automobilistiche come General Motors, Toyota, Volkswagen e Hyundai temono che la produzione di trasmissioni, sensori, telecamere e altri componenti possa arrestarsi nel giro di poche settimane se le forniture continueranno a subire rallentamenti.
Prime licenze, ma insufficienti
Secondo quanto riferito da Mueller, la Cina ha concesso alcune licenze a un numero limitato di produttori, tra cui anche fornitori di Volkswagen. Tuttavia, queste autorizzazioni sono ancora troppo poche per garantire una produzione senza intoppi. Anche Bosch, il colosso tedesco dei componenti auto, ha confermato che i propri fornitori stanno affrontando gravi difficoltà a causa delle nuove procedure burocratiche imposte da Pechino.
La questione delle terre rare si conferma quindi un nodo cruciale non solo per la continuità produttiva del settore automobilistico, ma anche per gli equilibri geopolitici e industriali globali. Se la situazione dovesse protrarsi, il rischio è quello di un effetto domino su tutta la filiera dell’automotive europea.


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