Tensione in Medio Oriente: voli verso l’Oman, blackout internet in Iran e la posizione di Trump

In Iran si registra un blocco totale di internet, misura estrema che potrebbe indicare la volontà del regime di impedire la diffusione di informazioni

La situazione in Medio Oriente si fa sempre più tesa. Tre voli iraniani sono decollati da Teheran con destinazione Muscat, capitale dell’Oman, alimentando le notizie su possibili negoziazioni. Contemporaneamente, in Iran si registra un blocco totale di internet, misura estrema che potrebbe indicare la volontà del regime di impedire la diffusione di informazioni durante un momento altamente sensibile per la sicurezza nazionale. Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni infuocate. Interpellato su un possibile attacco americano all’Iran, ha risposto: “potrei, potrei anche non farlo”.

Trump ha poi affermato che “l’Iran vuole negoziare”, ma ha tracciato una linea rossa chiara e netta: “la resa incondizionata è la mia linea rossa. Non hanno capacità difensive. Sono completamente indifesi, senza alcun sistema antiaereo”: 

Il messaggio è diretto alla Guida Suprema iraniana, Alì Khamenei, che aveva ribadito di non volersi arrendere. Trump ha replicato: “gli auguro buona fortuna”. 

Ancora Trump sul regime islamico in Iran: “per 40 anni hanno detto ‘morte all’America’… ‘morte a Israele’… Se torniamo indietro di 15 anni, dicevo che non possiamo permettere all’Iran di avere un’arma nucleare. Qualcuno qui è d’accordo che possono avere il nucleare?”. 

In merito ai rapporti con Israele, Trump ha dichiarato di aver parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu, incoraggiandolo a continuare nella sua linea dura: “ho detto a Netanyahu: “continua così. Netanyahu è una brava persona”.

Un giornalista chiede a Trump: “ha informazioni che l’Iran stia prendendo di mira risorse statunitensi?”. Trump: “ho informazioni. Non ve lo dico. Stiamo andando molto bene”. 

La dichiarazione completa di Trump

“Non penserai davvero che risponderò a questa domanda. Colpirai la componente nucleare iraniana? E a che ora esattamente, signore? Signore, la colpirai? Ce lo puoi dire così ci facciamo trovare lì a guardare? Voglio dire, non sai nemmeno se lo farò davvero. Non lo sai. Potrei farlo. Potrei non farlo. Nessuno sa cosa farò. Ma posso dirti questo: l’Iran è nei guai seri, e vuole negoziare. E io ho detto: perché non avete negoziato con me prima di tutta questa morte e distruzione? Perché non l’avete fatto? L’ho chiesto alla gente: perché non avete negoziato con me due settimane fa? Sarebbe andata bene. Avreste ancora avuto un Paese. È davvero triste vedere tutto questo. Non ho mai visto niente del genere.

Gliel’ho detto: dovete fare qualcosa, dovete negoziare. E alla fine, all’ultimo minuto, hanno detto no, non lo faremo. E sono stati colpiti. Ricordate i 60 giorni? Il 61 diventerà un numero molto famoso. Quel primo attacco è stato una botta tremenda. Pensa sia troppo tardi, adesso? No, in realtà non è mai troppo tardi. Ha già provato a contattare l’Iran? Sì. Gli ho detto che ormai è molto tardi, sai? Gli ho detto che è molto tardi. Ci stiamo parlando. Potremmo incontrarci. Non lo so. C’è una grossa differenza tra adesso e una settimana fa. Hanno perfino suggerito di venire alla Casa Bianca”. 

“Beh, non so quanto andrà ancora avanti. Sono totalmente indifesi. Non hanno nessuna difesa aerea. Completamente scoperti. Abbiamo completamente il controllo dei cieli. Ora stanno prendendo mazzate come non mai. Ed è davvero un peccato. Anche Russia e Ucraina: una cosa assurda. Non sarebbe mai successa se fossi stato io il presidente.

Due parole molto semplici: resa incondizionata. Significa che ho chiuso. Ok, basta. Mi arrendo. Finita. E poi andiamo a distruggere tutto il materiale nucleare che hanno sparso ovunque. Avevano intenzioni pessime. Da quarant’anni gridano ‘morte all’America’, ‘morte a Israele’, morte a chiunque non gli vada a genio. Erano dei bulli, bulli da cortile. E ora non lo sono più, ma vedremo cosa succede. Niente è finito finché non è finito. La guerra è una cosa molto complessa. Possono succedere tante cose brutte, ci possono essere svolte improvvise. Quindi non lo so. Non direi che abbiamo già vinto qualcosa. Direi solo che abbiamo fatto un sacco di progressi. E vedremo. La prossima settimana sarà molto importante, forse anche prima, forse meno di una settimana.

Ma davvero c’è qualcuno qui che pensa sia accettabile che un paese ostile – fanatici, davvero – abbia un’arma nucleare capace di distruggere 40 chilometri e oltre? Un’arma che può annientare intere nazioni solo col vento che trasporta la polvere radioattiva? Quella roba vola via e devasta altri paesi. Non è una minaccia che puoi permetterti di tollerare. E siamo sotto minaccia da parte dell’Iran da anni. Se vai a vedere la mia storia, anche solo 15 anni fa dicevo che non possiamo lasciare che l’Iran abbia un’arma nucleare. Lo dico da tanto tempo. E adesso lo dico più convinto che mai. Cosa ha detto al premier israeliano? Di andare avanti. Gli parlo ogni giorno. È un brav’uomo. È stato trattato molto male dal nostro Paese”. 

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