Terremoti “lenti”: scoperta rivoluzionaria al largo del Giappone

I terremoti a scorrimento lento si differenziano dai loro omologhi più violenti per la durata

Per la prima volta, i ricercatori hanno osservato in tempo reale un terremoto a scorrimento lento in atto lungo la famosa faglia di Nankai, al largo della costa giapponese. Questa scoperta, pubblicata su Science da un team dell’Università del Texas ad Austin, offre nuove e cruciali intuizioni su questi eventi sismici poco compresi. I terremoti a scorrimento lento si differenziano dai loro omologhi più violenti per la durata, sviluppandosi in giorni o settimane. La loro natura elusiva li ha resi difficili da monitorare, ma i sensori ad alta precisione installati 450 metri sotto il fondale marino, nell’ambito dell’International Ocean Discovery Program, hanno cambiato le carte in tavola. Questi strumenti hanno permesso di rilevare movimenti millimetrici e trasmettere dati in tempo reale.

Analizzando due eventi del 2015 e del 2020, i ricercatori hanno tracciato la propagazione di queste “increspature di deformazione” per circa 32 km lungo la faglia. È emerso che questi eventi rilasciano gradualmente la pressione in una zona critica della faglia di Nankai, che è vicina al fondale marino e potrebbe altrimenti generare tsunami. La presenza di fluidi geologici ad alta pressione in queste aree sembra facilitare questi movimenti lenti.

Questa scoperta suggerisce che la parte superficiale della faglia di Nankai agisce come un ammortizzatore, riducendo il rischio di terremoti catastrofici. Si tratta di un passo avanti fondamentale per la comprensione del comportamento delle faglie di subduzione, in particolare quelle lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico. La capacità di monitorare con precisione questi eventi apre nuove prospettive per lo studio comparativo di altre faglie, come quella di Cascadia, che potrebbe rappresentare un rischio maggiore in assenza di un simile meccanismo di rilascio graduale.