Trump sferra attacco a sorpresa in Iran: “distrutti 3 siti nucleari”, annientato il “gioiello nascosto”

L'operazione giunge dopo 9 giorni di intensi bombardamenti israeliani nella regione

In un’escalation drammatica del conflitto in Medio Oriente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un attacco a sorpresa contro 3 siti nucleari in Iran, tra cui l’impianto sotterraneo di Fordow, descritto come il “gioiello nascosto” del programma nucleare iraniano e ritenuto finora inespugnabile. L’operazione, avvenuta ben prima della scadenza delle 2 settimane che Trump aveva promesso per i negoziati con Teheran, giunge dopo 9 giorni di intensi bombardamenti israeliani nella regione.

L’annuncio è stato fatto da Trump stesso tramite un post sul suo account Truth, rivelando che gli Stati Uniti avevano “completato con successo” gli attacchi a Fordow, Natanz ed Esfahan, e che “tutti gli aerei sono ora fuori dallo spazio aereo iraniano” e stanno rientrando “sani e salvi“. Il presidente ha parlato di un “carico completo di bombe” sganciato sul sito principale di Fordow, definendo l’operazione uno “spettacolare successo militare” e vantandosi di aver fatto “quello che nessun altro esercito al mondo avrebbe potuto fare“.

“Adesso è iniziata la guerra”

Le reazioni dall’Iran sono state immediate e minacciose. La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che “ogni cittadino americano, o militare, nella regione è ora un legittimo obiettivo“, mentre un post sull’account X associato ai Guardiani della Rivoluzione iraniana ha annunciato: “Adesso è iniziata la guerra“. Anche gli Houthi, alleati di Teheran, hanno aggiunto le proprie minacce.

Poche ore dopo l’annuncio, Trump ha parlato alla nazione dalla Casa Bianca, affiancato dal suo vice J.D. Vance, dal Segretario di Stato Marco Rubio e dal capo del Pentagono Pete Hegsetha. In un discorso di soli 3 minuti, Trump ha ribadito che i “siti nucleari chiave iraniani sono stati completamente e totalmente distrutti” con “massicci attacchi di precisione“. Ha quindi lanciato un nuovo ultimatum a Teheran, affermando che il futuro dell’Iran è “pace o tragedia” e avvisando che “qualsiasi ritorsione dell’Iran contro gli Stati Uniti sarà contrastata con una forza molto superiore a quella di questa sera“.

Fordow: il “gioiello nascosto” annientato

L’attacco si è concentrato in particolare su Fordow, situato a 20 km a Nord/Est di Qom. Questo complesso sotterraneo, la cui esistenza è stata rivelata dall’Iran all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) solo nel 2009 dopo le conferme delle intelligence occidentali, era ritenuto estremamente difficile da colpire. Sepolto tra gli 80 e 90 metri sotto una montagna, era considerato fuori dalla portata delle bombe israeliane. Si ritiene che solo gli Stati Uniti siano in possesso di una bomba sufficientemente potente – la GBU 57/B Massive Ordnance Penetrator – per distruggere un sito così protetto. I bombardieri Stealth B-2, gli unici certificati per trasportare tale arma, sono stati utilizzati nell’operazione, sganciando 6 bombe anti-bunker su Fordow, mentre 30 missili Tomahawk sono stati lanciati contro Natanz e Isfahan.

Fordow svolgeva una funzione cruciale nell’arricchimento dell’uranio, ospitando centrifughe per la separazione dell’isotopo uranio-235, utilizzabile per armi nucleari. Sebbene nel 2015, con l’accordo sul nucleare (JCPOA), l’Iran avesse accettato di interrompere l’arricchimento a Fordow, le attività sono riprese dopo il ritiro unilaterale degli USA dal JCPOA nel 2018. Nel 2023, l’AIEA aveva rilevato uranio arricchito all’83,7%, un livello molto vicino a quello necessario per la costruzione di armi nucleari. La NASA, secondo il New York Times, ha rilevato una significativa generazione di calore nei pressi dell’impianto di Fordow circa 30 minuti prima dell’annuncio degli attacchi, una segnalazione insolita per l’area.

Cooperazione con Israele e allarmi internazionali

Trump ha rivelato di aver avuto un “lavoro di squadra” con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il quale, in un videomessaggio, si è congratulato per una “decisione coraggiosa che cambierà la storia“. I leader si sarebbero consultati prima e dopo i raid americani. Secondo la CBS, sabato gli Stati Uniti avrebbero contattato diplomaticamente l’Iran per assicurare che gli attacchi erano previsti dai piani americani e non miravano a un cambio di regime.

A livello internazionale, le reazioni sono state di profonda preoccupazione. Il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha parlato di una “pericolosa escalation in una regione già sull’orlo del baratro“. Negli Stati Uniti, mentre i Repubblicani esprimono vasto consenso, i Democratici sono in rivolta, ritenendo l’azione rischiosa e incostituzionale, senza l’autorizzazione del Congresso. Alexandria Ocasio-Cortez ha già chiesto l’impeachment del presidente. La mossa di Trump, che ha rinunciato al proprio tentativo di mediazione e ignorato la linea russa favorevole al nucleare civile per l’Iran, rischia ora di trascinare gli Stati Uniti in un conflitto più ampio, esponendo i 40mila soldati americani nella regione alla vendetta di Teheran.