Il 22 luglio 1342, un evento meteorologico estremo devastò il cuore dell’Europa: la Magdalenenhochwasser, o “Inondazione della Maddalena”, così chiamata perché coincise con la festività di Santa Maria Maddalena. Dopo un lungo periodo di siccità, piogge torrenziali alimentate da una depressione ligure gonfiarono i principali fiumi europei – tra cui Reno, Danubio, Elba, Moldava e molti altri – provocando la più grande inondazione mai documentata nel continente.
Le acque travolsero città come Amburgo, Colonia, Francoforte, Vienna e Ratisbona, cancellando villaggi, sommergendo campi coltivati e causando la morte di decine di migliaia di persone. L’erosione del suolo fu immensa: si stima che circa 13 miliardi di tonnellate di terra vennero smosse, un processo che normalmente richiederebbe millenni.
Oltre alla devastazione immediata, l’alluvione ebbe conseguenze di lungo periodo: la perdita dei raccolti e il degrado dei terreni contribuirono a carestie diffuse, aggravando le condizioni sanitarie e nutrizionali della popolazione europea. Questi fattori crearono un terreno fertile per la diffusione della terribile peste nera che, solo pochi anni dopo, nel 1348, avrebbe decimato il continente, cambiando per sempre la storia europea.


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