Aeneas: l’intelligenza artificiale che riscrive la storia delle iscrizioni romane

Un nuovo strumento basato su reti neurali generative, sviluppato da DeepMind e storici europei, predice parti mancanti delle iscrizioni latine del periodo romano

L’epigrafia, lo studio delle iscrizioni antiche, rappresenta uno strumento chiave per comprendere la cultura, la lingua e la vita quotidiana del mondo romano. Ma il tempo non è stato clemente con questi frammenti di storia: molte iscrizioni giunte fino a noi sono danneggiate o incomplete. Ogni anno si scoprono circa 1.500 nuove iscrizioni latine, ma spesso mancano parole o intere frasi. Ripristinarle e collocarle correttamente nel tempo e nello spazio richiede competenze altamente specializzate e lunghi anni di lavoro. Oggi, grazie a Aeneas, un innovativo strumento basato su intelligenza artificiale, questo processo potrebbe diventare più veloce ed efficace.

Cos’è Aeneas e come funziona

Aeneas, sviluppato da Yannis Assael, Thea Sommerschield e colleghi di istituzioni come DeepMind, University of Oxford e Durham University, è una rete neurale generativa multimodale progettata per affrontare tre compiti epigrafici fondamentali:

  • Restauro di testi: prevede parti mancanti, anche quando non se ne conosce la lunghezza.
  • Attribuzione geografica: suggerisce la probabile provincia romana di provenienza.
  • Attribuzione cronologica: stima la datazione entro un intervallo di circa 13 anni.

Il modello utilizza sia il testo trascritto che immagini delle iscrizioni, offrendo un’analisi multimodale senza precedenti. Aeneas è addestrato su 176.861 iscrizioni latine provenienti da tre grandi banche dati (EDR, EDH e EDCS), creando il più grande corpus epigrafico latino machine-actionable mai realizzato.

Un aiuto concreto per gli storici

In uno studio collaborativo con 23 epigrafisti, Aeneas ha dimostrato la sua utilità pratica:

  • I suggerimenti contestuali del modello sono stati ritenuti utili nel 90% dei casi.
  • Gli storici hanno riportato un aumento del 44% della fiducia nelle proprie ricostruzioni.
  • Nei compiti di restauro e attribuzione, la collaborazione uomo-IA ha superato le performance sia degli storici che del solo Aeneas.

Il modello non si limita a proporre una singola soluzione, ma offre una lista di paralleli epigrafici: iscrizioni simili per formula, linguaggio o contesto storico, facilitando così il lavoro interpretativo.

Casi studio: dal Res Gestae alle iscrizioni votive

Uno degli esempi più emblematici dell’applicazione di Aeneas è l’analisi del Res Gestae Divi Augusti, la monumentale iscrizione che celebra le imprese di Augusto. Aeneas ha saputo individuare dettagli linguistici e storici cruciali, come l’uso di ortografie arcaiche e riferimenti a istituzioni specifiche, dimostrando una sorprendente sensibilità alle sfumature del latino epigrafico. Un altro caso riguarda un altare votivo di Mainz, dove Aeneas ha identificato un’iscrizione parallela di qualche decennio precedente, suggerendo connessioni culturali e linguistiche fra due comunità militari.

Potenzialità e limiti

Aeneas rappresenta una svolta per l’epigrafia e, più in generale, per le scienze umanistiche. La sua capacità di lavorare con testi di lunghezza arbitraria e dati visivi lo rende uno strumento versatile per la ricostruzione di testi antichi.

Tuttavia, alcuni limiti restano:

  • Il corpus di addestramento copre solo circa il 5% di iscrizioni con immagini.
  • La scarsità di dati per alcune regioni o periodi storici può influenzare le prestazioni.
  • Il rischio di bias derivati da restauri editoriali precedenti è stato riconosciuto e affrontato, ma non del tutto eliminato.

Una nuova era per le scienze umane

Aeneas dimostra come l’IA possa integrarsi nei flussi di lavoro storici, non sostituendo l’esperienza umana, ma potenziandola. Gli epigrafisti possono così concentrarsi su interpretazioni più complesse, lasciando all’IA il compito di suggerire piste di ricerca.