Allerta Meteo, richiamo pre-frontale al Sud: perché le temperature aumenteranno prima del crollo termico

Allerta Meteo, ecco le aree più esposte al boom termico dei prossimi due giorni: focus regione per regione

Il caldo intenso che ci accompagna da giorni ha ormai le ore contate. Prima di cedere il passo a un deciso calo termico, vivrà però un’ultima, breve fiammata tra domenica 6 e lunedì 7 luglio. Un fenomeno noto come prefrontale, che porta con sé dinamiche spesso poco comprese ma fondamentali per capire cosa ci aspetta sul medio-basso versante adriatico.

Che cos’è il prefrontale e perché scalda l’Adriatico

Quando un fronte atlantico si avvicina all’Italia, il versante adriatico — in particolare Abruzzo, Molise e Puglia — vive una fase molto particolare. Il prefrontale si manifesta con un aumento graduale della nuvolosità, segno che il tempo sta per cambiare. Insieme alle nubi, arrivano i venti meridionali che trasportano aria più mite e umida dal Mediterraneo (sul versante tirrenico il Libeccio, mentre su quello adriatico si attiva il Garbino).

Carta sinottica prefrontale

Questo richiamo d’aria calda, unito alla configurazione orografica dell’Appennino, determina un sostanziale aumento delle temperature. In particolare, l’effetto favonico (Garbino) sui pendii adriatici può far schizzare i valori termici ben oltre la media, regalando un caldo improvviso e opprimente proprio a ridosso del fronte.

Impennata termica e temporali prefrontali

Il prefrontale non significa solo caldo improvviso. L’aria calda e umida crea infatti le condizioni ideali per la formazione di temporali prefrontali. Questi eventi, seppur localizzati, possono essere intensi e accompagnati da grandine, colpi di vento e improvvisi nubifragi.

Venti meridionali 7 luglio

Il fenomeno è particolarmente insidioso perché tende a sorprendere: mentre si percepisce un caldo quasi estivo pieno, possono arrivare improvvisi rovesci violenti, rendendo pericolose attività all’aperto e spostamenti.

Il fronte vero e proprio: l’arrivo del fresco

Dopo questa fase, entrerà in scena il fronte atlantico vero e proprio. Il peggioramento diventerà più marcato e diffuso, con piogge estese e un deciso abbassamento delle temperature. Il cambio di vento sarà netto: dalle correnti meridionali si passerà a venti settentrionali o nord-occidentali, capaci di spazzare via l’aria calda e restituire condizioni più gradevoli.

Crollo termico 8-9 luglio

In inverno, un simile fronte può anche far scendere la quota neve sui rilievi abruzzesi e molisani. In estate, però, il protagonista resta il calo termico e la fine temporanea dell’afa.

Le zone più colpite dal prefrontale

Il medio-basso versante adriatico sarà l’area più coinvolta, in particolare Abruzzo, Puglia e Molise. Qui, l’effetto favonico combinato con i venti di richiamo potrà causare valori termici particolarmente elevati prima dell’arrivo delle piogge.

Anche alcune zone interne e collinari potranno sperimentare un caldo improvviso, spesso sottovalutato, che anticipa il fronte.

Aumento termico 6-7 luglio

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