Per il secondo giorno consecutivo il maltempo ha ostacolato le operazioni di ricerca delle persone ancora disperse in Texas, dopo l’alluvione che ha colpito la regione durante la notte del 4 luglio. Le autorità locali, sotto pressione per la gestione dell’emergenza, hanno dovuto sospendere alcune operazioni per timore di nuove piene, mentre sono stati resi noti nuovi dati sul numero dei dispersi: 101 persone risultano ancora non rintracciate, in netto calo rispetto alle oltre 160 segnalate inizialmente.
Le aree più colpite si trovano nella Texas Hill Country, celebre meta turistica caratterizzata da dolci colline e campeggi lungo il fiume Guadalupe. Proprio qui, nella contea di Kerr, si sono concentrate le ricerche, rese però difficili dalle condizioni meteorologiche: il terreno, già saturo d’acqua, favorisce il rapido deflusso e incrementa il rischio di nuove inondazioni.
L’alluvione in Texas, il disastro del 4 luglio
Nelle prime ore del mattino del 4 luglio, il livello del fiume Guadalupe è salito di oltre 8 metri, trascinando via case mobili, roulotte e automobili. Secondo gli esperti, l’evento ha superato per intensità la cosiddetta “alluvione dei 100 anni”, diventando un caso estremo persino per una zona già soprannominata flash flood alley, per la frequenza di piene improvvise.
Il campo estivo Camp Mystic, frequentato da centinaia di ragazze, ha perso almeno 27 persone tra campeggiatrici e animatori. Le ricerche si sono concentrate anche in zone come Hunt, dove il fiume lunedì pomeriggio era già cresciuto fino a quasi 3 metri, e si prevedeva potesse salire di altri 60 cm entro sera.
Ricerche complicate e nuove strategie
Le squadre di ricerca, coordinate dalla Federal Emergency Management Agency (FEMA), hanno utilizzato sonar, droni ed elicotteri per individuare veicoli e roulotte finite sott’acqua. In alcuni casi, i rimorchi sono stati ritrovati sepolti sotto oltre 8 metri di ghiaia. I responsabili della contea di Kerr hanno disposto anche lo svuotamento di bacini artificiali per facilitare le ricerche nei fondali.
Nonostante le difficoltà, circa 200 volontari hanno partecipato alle operazioni. Tuttavia, le autorità hanno chiesto ai volontari di allontanarsi dalle zone più a rischio, consentendo l’accesso solo ai team ufficiali.
Le polemiche e le tensioni
L’ondata di maltempo ha alimentato anche forti tensioni. Diversi funzionari locali, tra cui membri del consiglio comunale di Kerrville, hanno denunciato di aver ricevuto minacce di morte, accusati di non aver avvisato per tempo la popolazione. In mancanza di un sistema di allerta tempestiva, molti residenti e turisti sono stati colti di sorpresa dall’onda di piena.
Le autorità hanno risposto sottolineando la difficoltà di monitorare con precisione il numero di persone presenti nella zona, specialmente tra campeggiatori e turisti non registrati in strutture ufficiali.
Il quadro meteorologico
Secondo il National Weather Service, tra domenica sera e lunedì mattina sono caduti fino a 11 cm di pioggia nella parte sudoccidentale della contea di Kerr. A Hunt si sono registrati circa 5 cm. Le previsioni indicavano ulteriori rovesci, anche se i temporali più intensi si sono indeboliti nel pomeriggio.
Per precauzione, squadre di soccorso fluviale sono state inviate anche in altre località a rischio, come Uvalde e Del Rio, lungo il fiume Frio.


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