Un buco coronale nell’atmosfera del Sole, situato in corrispondenza dell’equatore solare, si sta orientando verso la Terra. Il vento solare emesso da questa regione potrebbe raggiungere il nostro pianeta tra il 13 e il 14 luglio, generando una tempesta geomagnetica di classe G1, secondo quanto riporta il sito specializzato SpaceWeather.com, a cura dell’astrofisico Tony Phillips.
I buchi coronali sono responsabili dell’emissione di vento solare ad alta velocità, che può influenzare i sistemi tecnologici sulla Terra. Le tempeste geomagnetiche possono disturbare le comunicazioni radio, le reti GPS e persino la rete elettrica, oltre a produrre spettacolari aurore boreali visibili a latitudini insolite.
Cos’è un buco coronale?
I buchi coronali sono aree scure visibili nella corona del Sole – la parte più esterna e tenuemente luminosa dell’atmosfera solare – che appaiono meno dense e più fredde rispetto alle regioni circostanti. In queste zone, le linee del campo magnetico solare si aprono verso l’esterno, permettendo al vento solare di fuoriuscire con maggiore facilità nello spazio. I buchi coronali possono durare da giorni a settimane e sono più comuni durante le fasi di minima attività solare, ma possono comparire anche in altre fasi del ciclo solare.
Cos’è il vento solare?
Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche (principalmente protoni ed elettroni) che vengono emessi dalla corona solare e si propagano nello spazio interplanetario. Quando questo vento incontra la magnetosfera terrestre, può trasferire energia e particelle al campo magnetico del nostro pianeta, innescando fenomeni come le aurore e, nei casi più intensi, tempeste geomagnetiche.
Cos’è una tempesta geomagnetica?
Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea del campo magnetico terrestre causata dall’interazione con particelle solari altamente energetiche. Le tempeste vengono classificate secondo una scala da G1 (minore) a G5 (estrema). La tempesta prevista per metà luglio è di classe G1, la più bassa nella scala, ma comunque sufficiente a causare leggere interferenze nelle comunicazioni satellitari, variazioni nelle bussole e aurore visibili a latitudini medio-alte.


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