Il gruppo MAN ha avviato la produzione in serie dei suoi primi camion elettrici nello stabilimento di Monaco, segnando quello che l’azienda definisce “una svolta nella storia dell’impresa”. Nello stesso impianto dove vengono assemblati i modelli diesel, la casa tedesca – controllata dal gruppo VW attraverso Traton – può ora produrre fino a 100 veicoli elettrici al giorno, a seconda della domanda. Attualmente MAN conta circa 700 ordini per i suoi e-truck, una cifra che potrebbe essere soddisfatta in una sola settimana considerando la piena capacità produttiva.
Tuttavia, il prezzo elevato rappresenta ancora un ostacolo significativo, con i modelli elettrici che costano tra le 2,5 e le 3 volte in più rispetto agli equivalenti diesel (fino a 300.000 euro contro 100.000 euro), a cui si aggiungono i limiti di autonomia: 500 km con sei batterie NMC modulari, estensibili a 740 km con una settima unità. Il CEO Alexander Vlaskamp ha sottolineato come il ruolo delle istituzioni sarà determinante per accelerare la transizione, attraverso politiche chiare sull’infrastruttura di ricarica e la tariffazione del carbonio.
L’obiettivo
L’obiettivo è consegnare i primi 1.000 e-truck entro fine anno, con un potenziale risparmio di 80.000 tonnellate di CO₂ rispetto ai diesel – equivalente alle emissioni annuali di una piccola città tedesca – a patto che vengono alimentati esclusivamente con energia rinnovabile. Per sviluppare la gamma elettrica, MAN ha investito circa 400 milioni di euro in ricerca e sviluppo e formato oltre 5.000 dipendenti sulle tecnologie ad alta tensione. Un impegno che contrasta con le attuali dimensioni della domanda: nel 2023 il gruppo ha venduto 64.000 camion tradizionali, rendendo gli ordini elettrici ancora marginali.


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