Parlare sembra naturale, ma dietro ogni parola pronunciata si cela un meccanismo cerebrale sofisticato. Un nuovo studio dell’Università della California di San Francisco, pubblicato su Nature Human Behaviour, ha scoperto che il cervello non si affida solo alla storica area di Broca per trasformare un pensiero in suono, ma coinvolge anche il giro precentrale medio (mPrCG), finora ritenuto quasi esclusivamente responsabile del controllo della laringe.
Monitorando 14 pazienti epilettici con elettrodi sulla corteccia, i ricercatori hanno osservato che il mPrCG si attiva molto più intensamente quando le persone devono pronunciare sequenze di sillabe complesse, come “ba-da-ga”, rispetto a quelle semplici. Stimolando direttamente questa regione, i pazienti commettevano più errori solo con compiti difficili, manifestando difficoltà simili all’aprassia del linguaggio.
Questo suggerisce che il mPrCG agisce come un “ponte” tra l’intenzione linguistica e l’esecuzione motoria: più le parole sono complesse, più questa area lavora per coordinare i movimenti di bocca, lingua e gola. La scoperta amplia la comprensione delle basi cerebrali del linguaggio e potrebbe portare a nuove terapie e tecnologie per aiutare chi ha difficoltà di parola causate da lesioni cerebrali o malattie neurologiche.



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