Gli scienziati monitorano l’arrivo di una regione di interazione co-rotante (co-rotating interaction region, CIR) che potrebbe raggiungere la Terra proprio oggi, provocando una tempesta geomagnetica classe G2. , secondo gli esperti dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA. Cos’è una CIR? Per capire l’origine di questo fenomeno, bisogna guardare al comportamento del vento solare, il flusso costante di particelle cariche emesso dal Sole. Quando questo vento si muove nello Spazio interplanetario, non ha una velocità uniforme: esistono correnti più lente e altre più veloci. Le CIR si formano proprio nelle zone di contatto tra questi flussi, dove il vento solare veloce raggiunge quello lento. Qui si creano onde d’urto e campi magnetici potenziati, simili a quelli che si osservano nelle espulsioni di massa coronale (CME).
Il vento solare stesso è un fenomeno affascinante: è composto principalmente da protoni ed elettroni che il Sole emette costantemente nello spazio. Pur viaggiando mediamente a velocità di circa 400 km/s, può superare anche i 700 km/s nei flussi più rapidi. Questo vento contribuisce a modellare l’eliosfera, la “bolla” magnetica che avvolge il nostro sistema solare.

Quando strutture come le CIR o le CME interagiscono con il campo magnetico terrestre, possono innescare una tempesta geomagnetica: una perturbazione temporanea che altera la magnetosfera del nostro pianeta. Queste tempeste sono classificate in base alla loro intensità, da G1 (minore) fino a G5 (estrema). Nel caso di una tempesta di classe G2 sono possibili variazioni nella rete elettrica, disturbi ai segnali radio ad alta frequenza e aurore alle latitudini settentrionali.


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