La Toscana ha vissuto il suo 2° giugno più caldo dal 1955, con anomalie termiche che si sono avvicinate al record del 2003, un evento all’epoca considerato “plurisecolare“. Questo dato emerge da un’intervista rilasciata ad ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) da Bernardo Gozzini del Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile (LaMMA).
“Giugno ha confermato l’inarrestabile aumento delle temperature“, afferma Gozzini, spiegando che per l’Italia intera “rappresenta il secondo giugno più caldo dal 1800 con una anomalia di +3,02 ˚C” rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Solo il giugno 2003 ha fatto registrare temperature medie più elevate, con un’anomalia di +3,46˚C.
L’eccezionale ondata di calore che ha colpito gran parte dell’Europa occidentale dal 17 giugno al 2 luglio ha avuto un impatto significativo anche sul Mediterraneo occidentale, dove si sono registrate “anomalie superiori a 4/5°C” nella temperatura superficiale del mare.
Fortunatamente, dopo il 5 luglio, la spinta dell’anticiclone subtropicale sahariano ha iniziato a esaurirsi, portando a un clima più fresco e instabile. Le previsioni stagionali per agosto e settembre indicano “meno probabili ondate di calore intense e persistenti“, con la possibilità di “episodi instabili” anche nel Nord e parte del Centro Italia, che potrebbero interrompere le rimonte anticicloniche. Tuttavia, le temperature superficiali più calde della norma nell’Atlantico e nel Mediterraneo continueranno a favorire “temperature superiori al normale, ma con anomalie più contenute“, secondo quanto spiegato da Gozzini.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?