Il clima cambia negli USA, Nor’easter sempre più intensi

I Nor’easter generano venti fortissimi, nevicate abbondanti e inondazioni costiere

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista PNAS, i cicloni nordorientali (Nor’easter) che colpiscono la costa orientale degli Stati Uniti diventeranno sempre più devastanti nei prossimi anni, a causa del cambiamento climatico. Questi cicloni extratropicali, noti per portare venti fortissimi, nevicate abbondanti e inondazioni costiere, potrebbero diventare meno frequenti in un mondo più caldo, ma le tempeste più intense diventeranno probabilmente più potenti.

Michael Mann e il suo team dell’Università della Pennsylvania hanno analizzato l’andamento dei Nor’easter dal 1940 al 2025, combinando un algoritmo di tracciamento dei cicloni con dati storici. Lo studio ha identificato circa 900 Nor’easter, tra cui eventi estremi come la “Tempesta Perfetta” del 1991, la “Tempesta del Secolo” del 1993 e lo “Snowmaggedon” del 2010.

I risultati mostrano che, a partire dal 1940, le velocità massime del vento nelle tempeste più forti (quelle oltre il 66° percentile) sono aumentate in modo significativo. Anche le precipitazioni orarie medie associate a questi eventi sono cresciute. Secondo i ricercatori, la causa principale è il riscaldamento degli oceani e l’aumento della capacità dell’atmosfera di trattenere umidità, entrambi effetti diretti del cambiamento climatico.

Questa tendenza preoccupa per le possibili conseguenze: danni costieri più gravi, maggiore rischio per infrastrutture e comunità e difficoltà crescenti nella gestione delle emergenze. Lo studio invita a considerare l’intensificazione dei Nor’easter come un segnale ulteriore dell’urgenza di interventi contro il riscaldamento globale.