Un colosso sta attraversando il Sistema Solare, ecco il 3° oggetto interstellare mai scoperto | FOTO

Un nuovo visitatore dal profondo spazio offre indizi sulla formazione dei sistemi planetari

  • Cometa 3I ATLAS gemini north noirlab oggetto interstellare
    Credit: International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA/K. Meech (IfA/U. Hawaii) Image Processing: Jen Miller & Mahdi Zamani (NSF NOIRLab)
  • Cometa 3I ATLAS gemini north noirlab
    Credit: International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA/K. Meech (IfA/U. Hawaii) Image Processing: Jen Miller & Mahdi Zamani (NSF NOIRLab)
  • Cometa 3I ATLAS gemini north noirlab
    Credit: International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA/K. Meech (IfA/U. Hawaii) Image Processing: Jen Miller & Mahdi Zamani (NSF NOIRLab)
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Gli astronomi hanno recentemente catturato un’immagine straordinaria del 3° oggetto interstellare mai scoperto, noto come 3I/ATLAS. L’osservazione, resa possibile grazie al telescopio Gemini North situato nelle Hawaii, rappresenta un momento significativo nella nostra comprensione degli oggetti che attraversano il nostro Sistema Solare, fornendo dati cruciali sulla loro origine, orbita e composizione.

Gli oggetti interstellari sono veri e propri visitatori provenienti da sistemi stellari al di là del nostro, frammenti cosmici residui dalla formazione di sistemi planetari lontani. Espulsi dalle loro orbite originali dalla gravità di pianeti giganti o stelle di passaggio, questi “vagabondi cosmici” possono percorrere vastissime distanze nello Spazio interstellare, incrociando a volte il cammino di altri sistemi solari.

La cometa 3I/ATLAS, formalmente designata Cometa C/2025 N1 (ATLAS), è stata inizialmente rilevata il 1° luglio 2025 dal sistema ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System). Un team di astronomi guidato da Karen Meech dell’Institute for Astronomy/University of Hawai‘i ha poi utilizzato il Multi-Object Spectrograph (GMOS-N) del Gemini North per catturare la sua immagine. L’incredibile sensibilità dello strumento ha permesso di rivelare la sua compatta chioma, una nube di gas e polvere che circonda il suo nucleo ghiacciato.

La sensibilità e la flessibilità di programmazione dell’International Gemini Observatory hanno fornito una caratterizzazione iniziale fondamentale di questo viaggiatore interstellare“, ha dichiarato Martin Still, direttore del programma NSF per l’International Gemini Observatory. “Ci aspettiamo una ricchezza di nuovi dati e intuizioni man mano che questo oggetto si riscalda alla luce del sole prima di continuare il suo freddo e oscuro viaggio tra le stelle“.

Un gigante tra i suoi simili

3I/ATLAS è solo il 3° oggetto interstellare scoperto, dopo 1I/ʻOumuamua nel 2017 e la cometa 2I/Borisov nel 2019. Sebbene si ritenga che molti di questi oggetti esistano e attraversino regolarmente il nostro Sistema Solare, la loro rilevazione è incredibilmente difficile. Devono essere sufficientemente vicini per essere visibili e i telescopi devono essere puntati al posto giusto nel momento giusto.

Le osservazioni preliminari suggeriscono che 3I/ATLAS abbia un diametro approssimativo di al massimo 20 km, una dimensione notevole rispetto ai circa 200 metri di ‘Oumuamua e a meno di 1 km per Borisov. Questa dimensione maggiore la rende un obiettivo privilegiato per gli scienziati.

La cometa presenta anche un’orbita eccezionalmente eccentrica, con un valore di 6.2. Un’eccentricità superiore a 1 indica un percorso che non torna indietro verso il Sole, confermando la sua provenienza e il suo ritorno nello Spazio interstellare. Per confronto, ‘Oumuamua aveva un’eccentricità di circa 1.2 e Borisov di circa 3.6.

Traiettoria attuale e prospettive future

Attualmente, 3I/ATLAS si trova all’interno dell’orbita di Giove, a circa 465 milioni di km dalla Terra e 600 milioni di km dal Sole. Il suo punto di massimo avvicinamento alla Terra sarà di circa 270 milioni di km il 19 dicembre, senza rappresentare alcuna minaccia per il nostro pianeta. Raggiungerà il suo perielio (il punto più vicino al Sole) intorno al 30 ottobre, a una distanza di 210 milioni di km, appena all’interno dell’orbita di Marte. Durante questo avvicinamento, viaggerà a quasi 25mila km/h.

Questi visitatori da regioni lontane del cosmo sono di inestimabile valore per la ricerca scientifica, poiché offrono un collegamento tangibile con altri sistemi stellari. Trasportano informazioni sugli elementi chimici presenti al momento e nel luogo della loro formazione, fornendo agli scienziati preziose intuizioni su come si formano i sistemi planetari attorno a stelle distanti, comprese quelle che da tempo si sono estinte.

Mentre 3I/ATLAS è solo il terzo oggetto interstellare mai scoperto, la comunità astronomica si aspetta che molti altri vengano individuati una volta che l’NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory inizierà il suo decennale Legacy Survey of Space and Time (LSST). Scansionando ripetutamente l’intero cielo dell’emisfero australe ogni poche notti, il Rubin Observatory catturerà milioni di oggetti in movimento all’interno del nostro Sistema Solare, inclusi un numero imprevedibile di oggetti interstellari mai visti prima.