Secondo Goldman Sachs, il caldo estivo intenso nel Nord-Est asiatico sta provocando un’impennata della domanda di GNL, costringendo i flussi verso l’Europa a rallentare, poiché le centrali elettriche a gas si affrettano a soddisfare il crescente fabbisogno di raffreddamento. Questo cambiamento sta mettendo a dura prova l’offerta europea e spingendo gli operatori globali a monitorare attentamente la situazione. Gli analisti di Goldman avvertono che le condizioni meteorologiche più forti del solito in Asia stanno dirottando i volumi chiave di GNL dai tradizionali acquirenti europei. Mentre le esportazioni di GNL statunitensi hanno raggiunto livelli record quest’anno, la ridotta capacità dei terminali e il trasporto marittimo a lungo raggio fanno sì che l’Europa riceva carichi più piccoli durante questo periodo di elevata domanda.
Questo collo di bottiglia sta costringendo le utility europee a fare maggiore affidamento sul gasdotto, inclusi i flussi russi, nonostante la resistenza politica e le sanzioni occidentali. Questa dinamica complica la strategia energetica dell’Unione europea e rischia di comportare costi più elevati durante i mesi più freddi. In questo contesto, l’attenzione si è spostata sul ruolo di Washington. Fonti di mercato affermano che il presidente Donald Trump sta monitorando la situazione e potrebbe avvalersi dell’autorità esecutiva per incentivare l’offerta, a lungo termine accelerando la costruzione di nuove infrastrutture statunitensi per l’esportazione di GNL e, a breve termine, potenzialmente adeguando i regimi tariffari e di trasporto per migliorare la flessibilità dei flussi durante le stagioni di punta.
La doppia pressione
Goldman osserva che l’Europa si trova ad affrontare una doppia pressione: una riduzione degli afflussi di GNL durante il caldo estivo, seguito da una possibile ripresa dei volumi dei gasdotti che accresce la vulnerabilità geopolitica. Se le scorte arriveranno più tardi del previsto, i prezzi spot del GNL in Europa potrebbero impennarsi prima dell’inverno. Settori sensibili all’impatto, come la petrolchimica e la produzione di energia, stanno già rielaborando i contratti di fornitura e le strategie di copertura in risposta a tale situazione.
Con l’Asia che reindirizza i volumi di GNL e l’Europa che entra in un mercato più ristretto, la flessibilità politica a Washington ha assunto un’importanza sempre maggiore. Una spinta presidenziale per l’approvazione dei terminali statunitensi o per la diplomazia del GNL potrebbe contribuire a riequilibrare i flussi globali, ma gli operatori di mercato avvertono che potrebbe essere troppo tardi per influenzare la pressione massima di quest’estate.


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