L’Evento della Bastiglia, 25 anni fa una delle tempeste solari più potenti dell’era spaziale: raggiunte anche le sonde Voyager

Le onde d'urto della tempesta solare si propagarono fino ai confini del Sistema Solare, con effetti estremi sulla Terra

Sai che un brillamento solare è forte quando persino la sonda spaziale Voyager lo percepisce. Venticinque anni fa, il 14 luglio 2000, il Sole scatenò una delle tempeste solari più potenti dell’era spaziale: un evento così intenso che le sue onde d’urto si propagarono fino ai confini del Sistema Solare. La Voyager 2 percepì l’esplosione 180 giorni dopo; la Voyager 1, invece, 245 giorni dopo. I detriti viaggiavano ancora ad una velocità superiore a 600km/s (1,9 milioni di miglia orarie) quando si schiantarono contro le due sonde, che si trovavano allora a oltre 9 miliardi di chilometri dal Sole.

Qui sulla Terra, gli effetti furono quasi immediati. Nel giro di pochi minuti, radiazioni ultraviolette e di raggi X estreme inondarono il nostro pianeta e i suoi satelliti. I sensori terrestri registrarono un raro GLE (evento a livello del suolo) mentre particelle energetiche si riversavano nell’atmosfera.

Chi volava su jet commerciali ad alte latitudini avrebbe ricevuto il doppio della dose di radiazioni abituale”, ha ricordato Clive Dyer del Centro Spaziale dell’Università del Surrey. “Fu un evento piuttosto energico, uno dei più intensi della sua epoca”.

Una tempesta geomagnetica estrema

Poiché il brillamento si verificò il 14 luglio, è chiamato “Evento della Bastiglia”, in onore della festa nazionale francese. Tuttavia, le aurore boreali non apparvero fino al giorno successivo, il 15 luglio, quando arrivò un’espulsione di massa coronale (CME). L’impatto a 1500km/s innescò una tempesta geomagnetica estrema (Kp=9).

A New York, Lou Michael Moure ricorda il cielo che prendeva fuoco: “vivevo a Long Island. Un familiare corse nella mia stanza gridando ‘il cielo in fiamme’. Difatti, il cielo divampò di bianco, verde e poi rosso da un orizzonte all’altro”. Nel North Carolina, Uwe Heine stava facendo dei lavori in giardino quando delle aurore rosso vivo apparvero proprio sopra la sua testa: “ho detto al nostro vicino che non erano i colori del tramonto. Era un’aurora, ed è rarissima così a sud!“.

Quando la tempesta si concluse, il 16 luglio, aurore erano state avvistate fino al Texas, alla Florida e persino al Messico.

evento della bastiglia tempesta solare 14 luglio 2000
Aurore del 15 luglio 2000, fotografate (a sinistra) da Ronnie Sherrill nel North Carolina e (a destra) dal veicolo spaziale IMAGE della NASA

L’importanza dell’Evento della Bastiglia

L’Evento della Bastiglia è stato importante perché, per la prima volta nella storia, i veicoli spaziali di tutto il Sistema Solare erano dotati di strumenti in grado di studiare una tempesta di questo tipo. In particolare, è stata la prima grande tempesta solare osservata dal SOHO, il Solar and Heliospheric Observatory, che ha offerto ai ricercatori una visione senza precedenti su come si sviluppano ed evolvono i brillamenti estremi.

brillamento solare 14 luglio 2000
Immagini SOHO del brillamento solare della Bastiglia di classe X5.7
cme 14 luglio 2000
La CME

Studi successivi hanno descritto come un brillamento di classe X5.7, eruttato vicino al centro del disco solare, abbia rilasciato 10³³ erg di energia magnetica, equivalenti a mille miliardi di bombe atomiche della Seconda Guerra Mondiale. La CME risultante generò un’enorme barriera di campo magnetico e plasma, che spazzò via i raggi cosmici galattici mentre attraversava l’eliosfera. Persino le sonde Voyager avvertirono questo insolito calo della radiazione cosmica, noto come “Calo di Forbush”.