Firenze: è morto Pier Luigi Duvina, il medico dei bambini ed ex primario al Meyer

Pier Luigi Duvina, illustre medico, è morto a 92 anni. Ha dedicato la sua vita alla medicina, diventando un punto di riferimento in ospedale

Medico illustre, appassionato monarchico, amico dei bambini e testimone di un’Italia che non c’è più ma che in lui trovava ancora voce e volto. A Firenze si è spenta una figura che ha attraversato la seconda metà del Novecento come pochi: il professor Pier Luigi Duvina. Aveva 92 anni, e non aveva mai smesso di credere in ciò che aveva amato fin da ragazzo: la medicina, la monarchia, la memoria storica. Fedele al giuramento di Ippocrate e alla sua bandiera con lo scudo sabaudo, Duvina era rimasto per tutta la vita uno spirito coerente, tenace, gentile. In ambito medico, il professor Duvina ha incarnato l’eccellenza.

Chi era Pier Luigi Duvina

Nato a Firenze il 12 giugno 1933, laureato a Siena, con sei specializzazioni tra cui pediatria, cardiologia e pneumologia, ha esercitato nei più importanti ospedali fiorentini: ha lavorato all’ospedale pediatrico Meyer e a Careggi, come primario della Pediatria e della Terapia intensiva neonatale e della Nursery e come presidente del Collegio dei Primari di Careggi, e successivamente all’ospedale San Giovanni di Dio di Torregalli. “Un uomo che ha vissuto la medicina come vocazione e come servizio”, ha ricordato il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, Pietro Dattolo.

La sua umanità, quella vera, era visibile ogni giorno nei corridoi dell’ospedale pediatrico Meyer e dell’ospedale di Torregalli, dove è stato primario, dove lo si poteva vedere inginocchiarsi davanti a un bambino per parlargli alla pari. Era il “dottore con la voce calma”, come lo chiamavano alcune mamme, capace di affrontare la paura della malattia con la fermezza e la dolcezza di chi cura prima di tutto l’anima.

Ma accanto alla scienza, viveva in lui l’anima del patriota monarchico, quella che non si era mai rassegnata al tramonto della corona. Aveva solo 13 anni quando, in sella alla sua bici Legnano, portava per le strade di Firenze un cartello con la foto di Umberto II, cercando di convincere i fiorentini a votare monarchia nel referendum del 2 giugno 1946. Fu picchiato per questo, ma non si fermò. Né allora, né dopo. Aveva 20 anni quando partì da Firenze con un motorino per raggiungere Cascais, in Portogallo, dove il re Umberto II viveva in esilio. Quel viaggio epico di 2.500 chilometri, in tre giorni, lo portò a uno dei momenti più simbolici della sua vita: l’incontro con il re, seduti su un muretto davanti all’oceano. “Scesi pochi gradini verso il terrazzo e mi bloccai: l’oceano mi faceva paura”, raccontava. “Lui sorrise e tornò su con me. Era un uomo semplice”.

Quel giorno nacque un legame duraturo, fatto di lettere, visite e ricordi. Duvina non smise mai di onorare la Casa Reale di Savoia. Alla morte di Umberto II, nel 1983, espose al balcone di casa la bandiera listata a lutto con lo stemma firmato dal Re in persona. Due giorni dopo, ignoti gli incendiarono l’auto. “La monarchia – diceva – è anche un modo di vivere: con dignità, lealtà, spirito di servizio”. Era presidente della Consulta dei Senatori del Regno, nominato nel 2007 dal principe Vittorio Emanuele di Savoia, con il quale aveva rapporti personali frequenti. Con lui, la Consulta, fondata nel 1955, ha conosciuto una stagione di risveglio e dignità. Da Duvina sono passati accademici, studiosi, ex combattenti: era lui a difendere la memoria di un’Italia sabauda, senza rancori ma con profonda convinzione storica.

Duvina lascia la moglie Maria, i figli Giovanni, Marco, Cecilia, Agata, Lucia e Filippo, e un’eredità morale che va ben oltre le stanze di ospedale o le file di libri sul Risorgimento. Ha scritto un libro, “La verità storica nel trentennio 1918 – 1948”, in cui racconta la monarchia da uomo che l’ha vissuta sul serio, da medico del popolo e da consigliere dei re.

I funerali

I funerali del professor Duvina si terranno martedì 29 luglio alle ore 15:30 presso la chiesa dei Santi Michele e Gaetano, in piazza Antinori a Firenze. Sarà possibile rendergli omaggio dalle ore 8:30 alle 14:30 nello stesso luogo.