Frane sulla Alemagna in Cadore, riunione in prefettura: la decisione sulla riapertura

Riunione nella prefettura di Belluno per fare il punto della situazione sulle dinamiche di evoluzione delle colate detritiche in Cadore

Le frane che si stanno registrando in Cadore sono state al centro della riunione di oggi nella prefettura di Belluno per fare il punto della situazione sulle dinamiche di evoluzione delle colate detritiche che stanno interessando, ormai da alcune settimane, il Comune di San Vito di Cadore, comportando la chiusura di un tratto della statale di Alemagna. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il sindaco di San Vito di Cadore, la Regione Veneto, Provincia, Anas, Veneto Strade e Vigili del Fuoco.

È stato condiviso riaprire l’Alemagna in condizioni di sicurezza a partire dalle 13 di domani, mercoledì 9 luglio, previe verifiche dello stato dei luoghi da parte dei tecnici. In particolare, la riapertura, che riguarderà esclusivamente le ore diurne con intervallo temporale tra le 7 e le 20, fascia oraria in vigore dal 10 luglio, sarà disposta e presidiata da parte dell’Anas che, in assenza di piogge, consentirà il passaggio attraverso l’attivazione di un presidio di sorveglianza. In caso di condizioni meteo avverse, Anas disporrà l’immediata chiusura della sede stradale, che potrà essere riaperta dopo un periodo di tempo di almeno due ore dal termine dei fenomeni metereologici, previa verifica delle condizioni dei luoghi al fine di scongiurare il rischio di movimenti franosi di materiali che possano compromettere la viabilità in sicurezza.

Tali valutazioni sono state prese nelle more dell’installazione dell’intero sistema di monitoraggio ad opera della Provincia. Il presidio di allertamento dovrà essere successivamente integrato con dei semafori che permetteranno di inibire immediatamente il transito dell’Alemagna in caso di necessità.

Domani i due pluviometri sulla Alemagna

Domani, meteo permettendo, sulla statale 51 Alemagna saranno installati i due pluviometri richiesti da Anas e anche alcuni pendoli per la sorveglianza del movimento franoso dalla Cima Marcora. In provincia di Belluno sono state messe sotto controllo anche le situazioni a rischio di Rocca Pietore, Agordo, Chies d’Alpago, Gosaldo e Rivamonte Agordino che potrebbero peggiorare in caso di eventi meteo intensi.

La Provincia di Belluno ha inoltre stanziato altri 700mila euro, portando il totale a oltre 2 milioni di euro, sia per l’emergenza frane tra San Vito di Cadore e Cortina d’Ampezzo sia per quella a Cancia di Borca di Cadore. “Siamo ormai al limite quanto a risorse provinciali”, avverte il Presidente della Provincia, Roberto Padrin, che chiede l’intervento di Regione, Stato e degli altri enti competenti a sostegno delle spese.