Il cuore dell’Artico non si è mai congelato del tutto: nuova luce sulla vita durante le ere glaciali

Anche nei periodi più gelidi parte dell’oceano restava stagionalmente aperta, permettendo la sopravvivenza della vita marina

Durante le epoche più fredde degli ultimi 750mila anni, l’Oceano Artico non fu mai interamente coperto da un’unica piattaforma di ghiaccio spessa e continua. Lo rivela uno studio internazionale guidato dall’UiT The Arctic University of Norway, pubblicato su Science Advances. Analizzando carote di sedimenti prelevate dai fondali dei Mari Nordici e dell’altopiano di Yermak, i ricercatori hanno trovato tracce di alghe che vivono solo in acque libere o sotto ghiaccio stagionale. Questo suggerisce che, anche nei periodi più gelidi, parte dell’oceano restava stagionalmente aperta, permettendo la sopravvivenza della vita marina.

Elemento chiave dell’indagine è la molecola IP25, prodotta da alghe associate al ghiaccio marino stagionale. La sua presenza ricorrente nei sedimenti dimostra un’alternanza stagionale del ghiaccio e non una copertura permanente. I risultati sono stati confermati da simulazioni climatiche ad alta risoluzione del modello AWI Earth System Model, che mostrano il continuo afflusso di acque atlantiche calde nel bacino artico.

Secondo i ricercatori, questo studio non solo riscrive la storia climatica del passato, ma offre preziosi strumenti per comprendere come reagiranno calotte glaciali e ghiaccio marino in un futuro segnato dal riscaldamento globale.