Il Canada sta affrontando un’altra stagione di incendi boschivi di proporzioni allarmanti, con oltre 5,5 milioni di ettari già andati in fumo quest’anno. Quest’area è paragonabile all’incirca alle dimensioni della Croazia. Dopo la stagione record del 2023, che ha visto bruciare ben 42,9 milioni di acri di terreno, l’attenzione internazionale è nuovamente puntata sul Canada. Nel 2025, si sono già registrati circa 3mila roghi, con 561 incendi ancora attivi. Michael Norton, funzionario del ministero delle risorse naturali canadese, ha dichiarato che l’attuale area bruciata cumulativa è tra le più alte mai registrate in questo periodo dell’anno, sebbene l’andamento stia mostrando una tendenza più normale rispetto alla persistenza del 2023.
Tuttavia, il rischio di superare i record storici rimane elevato. La seconda stagione più distruttiva in Canada è stata quella del 1995, con 7,5 milioni di acri bruciati, un traguardo che potrebbe essere superato quest’anno.
Le temperature elevate e la siccità hanno contribuito a una primavera particolarmente difficile, soprattutto nelle province centrali di Manitoba e Saskatchewan. Il Canada ha sperimentato un riscaldamento climatico che è almeno due volte più rapido rispetto alla media globale negli ultimi anni. Il cambiamento climatico, con l’aumento delle temperature, porta a una riduzione delle nevicate, inverni più brevi e miti, ed estati anticipate, condizioni ideali per la proliferazione degli incendi boschivi.


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