“Quest’anno i nostri interventi dal 15 di giugno ad oggi sono stati 17mila. Ma il dato più preoccupante è che, secondo il monitoraggio Effis, un’emanazione del Joint Research Center della Comunità Europea, all’8 luglio per l’Italia sono circa 21.500 gli ettari di suolo bruciati dall’inizio dell’anno. Il tutto a fronte di una media degli ultimi 20 anni di 9.300 ettari”. Così all’Adnkronos Giovanni Fresu, dell’ufficio Pianificazione e Coordinamento antincendio boschivo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a stagione degli incendi iniziata.
Anche il numero di interventi delle diverse flotte regionali, sottolinea Fresu, registra “un incremento significativo di circa il 100% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E anche gli interventi dei mezzi delle flotte di Stato hanno registrato un 50% in più. Sembrava una stagione tutto sommato in linea fino a metà giugno – spiega Fresu – poi, questi ultimi 30 giorni con queste ondate di caldo, anche se il numero è rimasto invariato, è variato molto il livello di intensità”.
Secondo l’ingegner Alfonso Scica, dirigente superiore della direzione centrale emergenze del servizio antincendio boschivo del Corpo dei Vigili del Fuoco, “questo mese è stato caratterizzato da settimane con una temperatura abbastanza elevata, di conseguenza sono aumentati gli interventi, rispetto alla scorsa stagione. Le regioni maggiormente interessate sono quelle del Centro-Sud, come la Sardegna, la Sicilia e la Calabria“.
L’ingegner Scica sottolinea poi all’Adnkronos come la stagione estiva è stata anticipata “da una primaverile che è stata abbastanza piovosa: le discrete precipitazioni hanno quindi permesso alla vegetazione di mantenere un certo contenuto di umidità. Grazie a questo non si sono verificate alcune situazioni tipiche del periodo. È chiaro che andando avanti con la stagione, se le temperature continuano a mantenersi alte, la vegetazione comincia a perdere questo contenuto di umidità e quindi potremmo avere delle situazioni di un certo rilievo, di una certa pericolosità”.
I dati poi, ricorda Scica “dipendono dal comportamento che le persone mettono in campo. Alla fine c’è sempre la mano dell’essere umano che, o per distrazione, per superficialità e in alcuni casi anche per dolo, danno origine a delle situazioni che possono destare una certa preoccupazione sulla popolazione”. Fortunatamente, conclude, “la percentuale di dolo è abbastanza bassa rispetto agli incendi che si verificano”.


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