In un’estate che continua a sorprendere per gli eccessi meteorologici, un fenomeno di portata storica sta interessando le remote terre dell’Estremo Oriente russo e della Siberia orientale: notte dopo notte, le temperature minime stanno superando i 20°C, regalando a queste zone subartiche un clima sorprendentemente simile a quello dei tropici.
Non si tratta di un semplice episodio locale, ma di una vera e propria anomalia su vasta scala che ha colpito regioni comprese tra il 41° e il 66° parallelo nord, con effetti più marcati lungo la costa pacifica della Russia asiatica, nella penisola di Sachalinsk, e fino a lambire aree oltre il Circolo Polare Artico.
Temperature da piena estate tropicale, ma in Siberia
A stupire non è solo il caldo in sé, ma il fatto che a queste latitudini — notoriamente contraddistinte da estati brevi e fresche — si stiano registrando valori minimi notturni superiori ai 23-25°C. Un esempio eloquente arriva da Gorin, nella Russia orientale, dove si è toccata una minima di 23,0°C, oppure da Kimchaek, nella Corea del Nord, con 25,4°C. Ma ancora più emblematico è quanto avvenuto a Khanty-Mansiysk, a 62°N di latitudine, dove le temperature minime sono salite oltre i 21°C.

Fino a pochi anni fa, un simile dato sarebbe stato considerato del tutto inverosimile. Eppure, anche più a nord, nei pressi di Jakutsk e Ekyuchchyu, si sono registrati valori di 24°C a 66°N, un livello tipico delle notti afose delle nostre coste mediterranee, ma impensabile per il cuore della Siberia.
L’umidità che trasforma tutto in “clima tropicale”
A rendere ancora più anomala questa situazione è l’elevatissimo tasso di umidità relativa notturna, che in molte località si è stabilizzato tra l’85% e il 90%, con punte fino al 95% nei momenti più caldi. In luoghi come Magadan o la penisola di Sachalinsk, i dati confermano che l’umidità estiva non scende quasi mai sotto il 65-70%, nemmeno nei periodi più stabili.
Il risultato? Un mix soffocante che rende il clima fisicamente e percezionalmente tropicale, anche in regioni geograficamente vicine alla tundra. Il corpo umano, infatti, percepisce il caldo in maniera molto più intensa quando l’umidità è elevata, e ciò aumenta i rischi per la salute, soprattutto tra le fasce più fragili della popolazione.
Perché succede? Le cause meteorologiche
Alla base di questa anomalia troviamo la persistente presenza di masse d’aria calde e umide di origine oceanica, sospinte da un pattern atmosferico anomalo che ha favorito la risalita di aria subtropicale lungo il versante orientale dell’Asia. Il monsone estivo asiatico, più energico del solito, ha portato piogge e umidità anche in aree continentali generalmente più secche, mentre le correnti pacifiche hanno alimentato una continua iniezione di umidità verso la costa russa e la Manciuria.
A questo si sono aggiunti eventi locali estremi, come il passaggio di depressioni tropicali residue o l’influenza marginale di tempeste tropicali, che hanno ulteriormente elevato l’umidità e stabilizzato il caldo notturno.
Un segnale inquietante: notti tropicali anche oltre il 60°N
L’elemento più inquietante resta comunque il superamento dei 20°C anche oltre il 60° parallelo, dove un tempo l’estate significava al massimo 15°C di giorno e 5-7°C di notte. Ora, anche le ore più fresche del giorno risultano più calde della media storica delle ore più calde, ribaltando completamente il quadro climatico.
Non si tratta più solo di record isolati, ma di una nuova realtà climatica che si sta affacciando anche nelle zone ritenute “immuni” dal riscaldamento globale. L’accoppiata tra temperature minime elevate e alti tassi di umidità rappresenta un fattore critico per la salute umana, l’ecosistema e anche per le infrastrutture locali, non attrezzate a gestire un simile cambiamento.


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